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Detroit :: Marcus Miller

Non avevo mai ascoltato molto Marcus Miller. L’ho sempre considerato un grande bassista – tecnicamente intendo – ma non credevo fosse in grado di creare musica così eccezionale.

Ha cominciato ad incuriosirmi dopo aver letto la biografia di Miles Davis. Miles racconta infatti di questo bassista bravissimo, che però è anche un bravo sassofonista, che si interessa di elettronica e che è bravo a suonare qualsiasi cosa. Insomma ha la musica dentro.

E senza aggiungere altro, vi lascio il link al video di questo pezzo – Detroit – del suo (ultimo, credo) album “Reinassance”.
Una bomba. Ha costruito un pezzo su un singolo riff… con un breve chours/bridge per variare un po’. Niente di più. Non solo non annoia, ma entusiasma sempre di più. Buon ascolto.

 

 

 

 

COPYRIGHT NOTICE & SOURCE:
Header image Di Bengt Nyman (originally posted to Flickr as IMG_8119-1) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

 

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BES: L’economia si avvicina all’uomo?

Ieri ho prima sentito a Radio 1 e poi trovato su internet il sito dell’ISTAT che parla di questo nemmeno tanto nuovo indicatore: il BES, ovvero BENESSERE EQUO SOSTENIBILE.

Non è un indicatore che nasce dagli ambiti vicini al commercio equo e solidale, bensì da situazioni meno alternative e pienamente istituzionali:

L’impegno a trovare nuove misure “oltre il Pil” si è fortemente rafforzato dopo la pubblicazione nel settembre 2009 dei risultati della Commissione istituita dal presidente francese Sarkozy e presieduta dal premio Nobel Joseph Stiglitz, con la collaborazione dell’altro premio Nobel Amartya Sen e dell’economista Jean Paul Fitoussi. Nel documento conclusivo la commissione ha suggerito che il Pil deve essere corredato da altre informazioni sulla ricchezza prodotta, ma ha anche indicato che le misure macroeconomiche vanno affiancate a misure della qualità della vita e a misure della sostenibilità. 

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Rugantino – na donna dentro casa

E’ scomparso da qualche giorno Armando Trovajoli.

Uno di quei personaggi importanti, fondamentali per la musica italiana, che tutti conosciamo pur senza conoscerlo (sapete per caso che faccia ha?). Una specie di Mr. Finch italiano.

Armando Trovajoli è stato un grande autore, pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano, che ha lavorato moltissimo con la radio e con il cinema componendo pezzi che tutti conosciamo, come “Roma nun fa la stupida stasera“.

Posto qui un video di una canzone romanticissima, con dei contenuti insoliti… e con il testo della canzone.


Testo

E’ bello ave’ ‘na donna dentro casa,
‘na rondine ‘ndifesa
c’hai preso sott’ar tetto.
Magari fa la cresta su la spesa
ma, poi, te da ‘n bacetto.
E il bacio coniugale
è come ‘n’anticammera amorosa
‘Na donna dentro casa è ‘n’antra cosa!

E’ bello ave’ ‘na donna che sparecchi
ma lascia er bocaletto
accanto a du’ bicchieri,
pe’ fasse ‘nsieme l’urtimo goccetto
che scaccia li pensieri.
Perchè si bbevi solo
è come si bevessi… acqua ‘cetosa
‘na donna dentro casa è ‘n’antra cosa!

E’ bello ave’ ‘na donna dentr’ar letto
che quanno che se mòve
te da un calore umano.
‘e si pe’ caso poi ‘na notte piove
la svegli piano piano,
pe’ dije: “Aho….. cicicici, tztztztz
…… sta piovendo! …..Che vogliamo fare?!”
E lei te s’arrinnicchia freddolosa
‘na donna dentro casa è ‘n’antra cosa!

 

Nota diritti d’autore:
Qualora l’uso di immagini e materiale multimediale nel presente sito e nella presente pagina fosse soggetto a diritto d’autore, preghiamo di comunicarlo alla redazione (tramite apposito modulo di contatto) che provvederà alla loro pronta rimozione.

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Software Open Source o proprietario? Per rispondere ci vuole una cultura del software?

Riporto questo articolo scritto qualche tempo fa sul blog “STOP” di Marco Fioretti

Lavoro oramai da anni nell’ambito della ricerca ed ho avuto la possibilità di usare e sviluppare software sia open source che proprietario. Al momento uso e sviluppo prodotti “free”.

Cerchiamo di vedere la questione dal punto di vista dello sviluppatore. In generale sono d’accordo con le considerazioni fatte dai primi due commenti all’altro articolo:

  1. si deve avere ben chiaro prima il modello di business
  2. bisogna farsi i conti, capire da quale base (o da quali risorse, più in geerale) si parte (scusate ma la citazione mi viene spontanea: “Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento”… Lc 14, 25)

Aggiungo alcuni elementi per la discussione:

Un punto da considerare, fondamentale, è la comprensione del fatto che il software free non funziona da solo, non e’ eterno, ci si deve lavorare sopra continuamente!(parlo di applicazioni un minimo elaborate, non il programmino per indovinare il codice fiscale!) Questo è quello che permette agli sviluppatori free di guadagnare. Altrimenti è chiaro che i creatori di Free Software potrebbero solo essere filantropi. Il software che producono deve essere installato, aggiornato. Il personale che lo usa ha bisogno di formazione. L’utente potrebbe fare delle richieste particolari diverse dal software base su cui lo sviluppatore può guadagnare (a fronte del lavoro fatto).

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