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Il solista – categoria “film edificanti”

Qualche tempo fa avevo l’abitudine di andare in videoteca – una di quelle poche a Roma sopravvissute allo streaming – e chiedere consigli al videotecaro. Spesso capitava di trovare negozianti appassionati, prodighi di consigli.

Il problemone era comunicargli cosa stavo cercando.
Thrieller….mhmm… sì, ma che non mandassero in paranoia.

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Pay me my Money down

E Buon Lunedì!

I thought I heard the Captain say,
Pay me my money down,
Tomorrow is our sailing day,
Pay me my money down
Oh pay me, oh pay me,
Pay me my money down,
Pay me or go to jail,
Pay me my money down

As soon as the boat was clear of the bar,
Pay me my money down,
The captain knocked me down with a spar,
Pay me my money down

Oh pay me, oh pay me,
Pay me my money down,
Pay me or go to jail,
Pay me my money down

If I’d been a rich man’s son,
Pay me my money down,
I’d sit on the river and watch it run,
Pay me my money down

Oh pay me, oh pay me,
Pay me my money down,
Pay me or go to jail,
Pay me my money down

(trumpet)
well…
I wish I was Mr Gates,
Pay me my money down,
They’d haul my money in in crates,
Pay me my money down

Oh pay me, oh pay me,
Pay me my money down,
Pay me or go to jail,
Pay me my money down

Well 40 nights, nights at sea
Pay me my money down,
Captain worked every last dollar out of me,
Pay me my money down

Oh pay me, oh pay me,
Pay me my money down,
Pay me or go to jail,
Pay me my money down

Oh pay me, oh pay me,
Pay me my money down,
Pay me or go to jail,
Pay me my money down

…pay me my money down….
…pay me my money down….
…pay me my money down….

 

TESTO TRATTO DA http://www.metrolyrics.com/ 

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Provaci ancora, Pink

Ci sono canzoni pop, di quelle che l’ascoltatore aristocratico annidato tra le pieghe di un ex frikkettone borghese che è in me sarebbe naturalmente portato a giudicare come paccottiglia musicale, che invece sono in grado di toccare qualche corda più profonda.

Una di queste è “Try” di Pink, una tipica star prodotta dal mercato americano che però, leggendo la pagina su wikipedia e cercando su youtube i suoi migliori singoli, si scopre che ha cantato e interpretato varie canzoni orecchiabili, usate anche in vari film. E tutto sommato ha anche una sua storia originale, un po’ particolare, di ragazza fatta da sola che ne ha provate tante prima di avere sucesso… ma non è questo il motivo per cui “Try” è una canzone da considerare.
Ci sono altre ragioni: i toni un po’ melodrammatici di Try, qui postata con la traduzione italiana, ne fanno una canzone che evoca una certa energia interiore. Un invito a non scoraggiarsi.

A riprovare dopo le cadute: nel vortice della passione, dei casini vari della vita, degli errori e delle cadute, Pink ha il coraggio di urlare “you gotta get up and try, try, try!“.

Credo sia un messaggio fondamentale, una tensione esistenziale capace di sostenere le nostre vite. Potrei arrischiarmi e andare oltre, affermando che ci sono dei punti in comune – addirittura – con la Buona Notizia cristiana… ma è un pensiero che per ora vale solo la pena di accennare. Ma c’è da rifletterci.

Indimenticabile il momento – lo ricordo ancora – in cui il pezzo mi è entrato nel cervello: ero in un aeroporto, per uno dei soliti viaggi, di ritorno da Bergen. Sento questo pezzo, una musica da un televisiore in un bar. “You gotta get up and try, try, try..”.
Qualcosa si smuove in me. Quasi mi verrebbe da commuovermi.
Mi volto alla ricerca della sorgente di questo suono… vedo il monitor in cui è proiettato il video. Immagini selvagge, un deserto, una danza e una lotta di corpi… un ritorno ad un livello primordiale, agli istiniti che proprio nella difficoltà escono fuori e spingono a rialzarsi e a non mollare.
L’animale che è in noi. La parte della bestia primitiva che abbiamo ereditato dai nostri avi, e che dobbiamo fare la sana fatica di concilare – ogni giorno – con le altre nostre dimensioni: intellettuale, spirituale, il desiderio.

E mi domando: ma quanto lo lasciamo davvero vivere questo animale?
Pink, sei forse venuta a ricordarci che esiste anche lui?

Buon ascolto.

Posto di seguito anche il video con una traduzione in italiano:

HEADER IMAGE BY Di Schulu24 (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 o GFDL], attraverso Wikimedia Commons

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Herbie: camaleonti e pasta per la pizza.

Chameleon, e cioè Camaleonte. Un essere trasformoso, trasformista, cambievole, polimorfo, anzi no: poilicromo e basta. Perchè la forma resta sempre quella, un ex-dinosauro che si è riciclato ad animale del XXI secolo (o del terzo millennio? mah…vedremo quanto dura ancora…).

Head_Hunters_Album (1)Ecco, Chamelon di Herbie Hancock  è esattamente così: trasformisticamente camaleontico. E anche molto exfalsoquodlibettiano (se vuoi sapere chi sono gli Exfalsoquodlibet vai al loro sito. Loro però sono dei fan dell’ornitorinco).
In sostanza si tratta di un singolo riff su cui tutto il pezzo si poggia. Un synth-riff, per la precisione, che si interrompe solo per un paio di minuti sui quindici totali del brano.
Eppure riesce a non essere mai noioso, anzi stimola la curiosità, ci si chiede “ed ora dove stanno andando i musicisti?”…oppure: “dove arriveranno?”.
Un singolo riff, un giro di bass-synth. Di quelli semplici che rimangono in testa, che lo si fischietta al bagno mentre ci si lavano le mani (non i denti se si vuole evitare la produzione di sputazzi sullo specchio).

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MIles Davis faceva a cazzotti

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Varie potrebbero essere le reazioni a questa affermazione:

1)  …embè? (il menefreghista musicale)

2) …che non lo sapevi? (il jazzista, l’amante della musica fica)

3)…noooo… davvero? Scherzi? (l’ignorante del jazz)

Sebbene mi sia sempre spacciato come un gran fico musicale che di musica ci capisce, sebbene abbia sempre dichiarato di amare il jazz, musica fichissima, sebbene Miles sia un fico ed essendo io un aspirante fico dovrei seguire la sua ficaggine… nonostante tutto ciò ammetto, indegnamente, vergogosamente, che non lo sapevo.

Non ne avevo la minia idea, mi ero fatto un’immagine di Miles come uno studio so della musica, un fico che stava ore ad esercitarsi su roba fica e poi si esibiva in locali fichi con gente fica.

A spianare con un bulldozer tutte queste false idee di ficaggine è arrivao il libro “Miles, l’autobiografia” che avevo in libreria da anni, regalatomi dal mio amico (fico) PP.

(Header photo Di Peter Buitelaar (Miles Davis “The Man with the Horn”) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons)

Due domande sono decisive dopo questa premessa:

 

  1. Davvero amava la boxe?

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Una musica da dentro: Pagoda Forest

Un vecchio pezzo che ho lasciato nel cassetto per anni, contenuto nell’album Silenzi
Un esperimento giovanile, ancora attuale, creato col mitico fast tracker 2 (FT2). Altro che la ps2, altro che i sequencer, rebirth che spingi un pulsante e ti fa tutto il pezzo… con FT2 tutto a mano si faceva….
bhè, fermiamoci qui. Buon ascolto.

 

 

HEADER Photo by Jimmy Chang on Unsplash

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Da orchestrina jazz a band che spacca: il nuovo singolo degli ExFalsoQuodLibet!

E’ uscito.
Tutti lo stavano aspettando.

La sua preparazione è costato un crollo di nervi completo dei membri della band, che si sono dissolti nel nulla per mesi. Mimetizzàti con la tappezzeria dei loro posti di lavoro, nascosti tra le pieghe della vita e del tempo, sono volontariamente spariti per riaggiustare l’apparato neurale inevitabilmente compromesso da una recording session ad Amsterdam.

Ma passato quel momento…. ecco un pezzo che spacca.

Il singolo degli ExFalsoQuodLibet dal titolo Sound Check, registrato ad Amsterdam alla fine di Ottobre  allo Studio Le Roy di Amsterdam  (ci ha registrato anche Lady Gaga) è stato mixato, masterizzato e shakerato da Emanuele (il bassista bravo).

Sonorità jazz funky punk dark nerd mai sentite prima.

“Si, ma per ascoltarlo?”  Questo è il link alla pagina del singolo ma se proprio smaniate ecco il link diretto all’mp3.

Sennò ecco il pezzo su youtube!

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Detroit :: Marcus Miller

Non avevo mai ascoltato molto Marcus Miller. L’ho sempre considerato un grande bassista – tecnicamente intendo – ma non credevo fosse in grado di creare musica così eccezionale.

Ha cominciato ad incuriosirmi dopo aver letto la biografia di Miles Davis. Miles racconta infatti di questo bassista bravissimo, che però è anche un bravo sassofonista, che si interessa di elettronica e che è bravo a suonare qualsiasi cosa. Insomma ha la musica dentro.

E senza aggiungere altro, vi lascio il link al video di questo pezzo – Detroit – del suo (ultimo, credo) album “Reinassance”.
Una bomba. Ha costruito un pezzo su un singolo riff… con un breve chours/bridge per variare un po’. Niente di più. Non solo non annoia, ma entusiasma sempre di più. Buon ascolto.

 

 

 

 

COPYRIGHT NOTICE & SOURCE:
Header image Di Bengt Nyman (originally posted to Flickr as IMG_8119-1) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

 

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Rugantino – na donna dentro casa

E’ scomparso da qualche giorno Armando Trovajoli.

Uno di quei personaggi importanti, fondamentali per la musica italiana, che tutti conosciamo pur senza conoscerlo (sapete per caso che faccia ha?). Una specie di Mr. Finch italiano.

Armando Trovajoli è stato un grande autore, pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano, che ha lavorato moltissimo con la radio e con il cinema componendo pezzi che tutti conosciamo, come “Roma nun fa la stupida stasera“.

Posto qui un video di una canzone romanticissima, con dei contenuti insoliti… e con il testo della canzone.


Testo

E’ bello ave’ ‘na donna dentro casa,
‘na rondine ‘ndifesa
c’hai preso sott’ar tetto.
Magari fa la cresta su la spesa
ma, poi, te da ‘n bacetto.
E il bacio coniugale
è come ‘n’anticammera amorosa
‘Na donna dentro casa è ‘n’antra cosa!

E’ bello ave’ ‘na donna che sparecchi
ma lascia er bocaletto
accanto a du’ bicchieri,
pe’ fasse ‘nsieme l’urtimo goccetto
che scaccia li pensieri.
Perchè si bbevi solo
è come si bevessi… acqua ‘cetosa
‘na donna dentro casa è ‘n’antra cosa!

E’ bello ave’ ‘na donna dentr’ar letto
che quanno che se mòve
te da un calore umano.
‘e si pe’ caso poi ‘na notte piove
la svegli piano piano,
pe’ dije: “Aho….. cicicici, tztztztz
…… sta piovendo! …..Che vogliamo fare?!”
E lei te s’arrinnicchia freddolosa
‘na donna dentro casa è ‘n’antra cosa!

 

Nota diritti d’autore:
Qualora l’uso di immagini e materiale multimediale nel presente sito e nella presente pagina fosse soggetto a diritto d’autore, preghiamo di comunicarlo alla redazione (tramite apposito modulo di contatto) che provvederà alla loro pronta rimozione.

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EPOS: la mia prima video release!

Pippirirpiii… pippiripiii…  squillo di trombe (non la mia in questo caso), e rullo di tamburi: ecco il primo video semi-professionale che ho prodotto.

L’obiettivo, secondario ma fondamentale, è di essere capace di rispondere alla domanda: ma tu su cosa lavori?
Ecco, il video lo spiega. Forse anche nonna potrà capire finalmente.

Quello primario è di spiegare cosa sia EPOS (European Plate Observing System), cosa vuole fare, quali siano le comunità scientifiche che vi partecipano.

Farlo è stato divertente, un lavoro creativo e di continua consultazione con i colleghi, e di combattimento contro Final Cut Pro X che non voleva fare quello che dico. Ma alla fine, come tutti i software, trattandolo con dolcezza si è convinto.

E quello sopra ne  è il risultato.

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