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Spennellare personaggi

L’osservazione.

Quello che conta è l’osservazione.

No, quella era l’organizzazione. Ma fa niente, ci va bene uguale.

Il punto è che se osservi ti esce fuori che intorno hai un sacco di scene e personaggi a cui magari non avevi pensato.

Giornalaio nel quartiere dormitorio: sembra una statua di ceramica. E’ lì fermo dietro le pile di riviste. Quando stava per aprire l’edicola glielo volevo dire “ma che diavolo la apri a fare qui che tutti quelli prima hanno chiuso baracca  e burattini nel giro di un anno?”. E invece lui se l’è presa. E passa il tempo che non so bene che cavolo faccia. Vende giornali. Si uno ogni tanto. Al passante di turno, o a me che gli vado a chiedere le cose che non ha.

“Mamma che tristezza però” si potrebbe dire pensando a lui. Eh no. Qui ti sbagli. Infatti questo non si intristisce e non si lamenta mai. Ad esempio se vado lì a chiedergli “hai l’ultimo numero di Altroconsumo?”, lui oltre a guardarmi con occhio vitreo ed un po’ ebete non fa altro. Aggiunge solo “no, ma le riviste di quel tipo si trovano lì”, indicando una zona a caso vicino al porno.

Ecco, alla fine vedi, non è triste.  Non si lascia scalfire dalla mancanza di riviste di nicchia del cavolo. E siccome io invece – a quel punto – mi sento in colpa, mi prendo una copia di un giornale cattocomunista che leggerò al bagno con calma.

Mi ha fregato.

Il benzinaro a senso unico: allora, con questo in genere non ci si parla mai molto. Fa il benzinaio in una di quelle stazioni di servizio vintage che non hanno il self. Ed è un peccato perché eroga solamente benzina tramite una banale pompa, mentre potrebbe donare al mondo le sue perle di saggezza. Ma come si fa allora a farlo parlare? Se stai pensando ad una scena di tarantino tipo lo-lego-alla-sedia-con-il-nastro-adesivo-e-lo-prendo-a-mazzate-da-baseball-sulle-dita sei fuori strada. E’ tutto molto più semplice: brucia la batteria della tua auto e vai a fartela cambiare. Qui lui darà il meglio di sé. Il suo sproloquio comincerà senza trovare soluzione di continuità. Sarà felicissimo di downloadare quello che ha in testa – qualsiasi cosa sia  – “salvando con nome” nella tua. Chiaro che la comunicazione sarà rigorosamente a senso unico e che qualsiasi argomento tu abbia voglia di ribattere sarà semplicemente ignorato.

La sua teoria migliore, durante il cambio della mia batteria, riguardava l’isomorfismo uomo-automobile. L’uomo ha un motore (il cuore), e delle gambe  (le ruote con pneumatici), e quando non ha più energie mette benzina, cioè mangia. Poi quando si rompe, come nel caso della batteria, deve farsi operare.

Bene, bravo, alla faccia di Jung, Freud, Morelli e gli altri cazzoni psicoanalitici.

Spianiamo la finezza del pensiero, la sensibilità nel percepire l’essere. Asfaltiamo il Sé con una passata di grasso per auto. Con buona pace dei terapeuti.

L’informatico anelastico:  no dai, questo è bravo. Intanto ha un cervello fine, proprio non lo si può accusare di essere un troglodita. Poi è capace di districarsi in un mondo che è perlopiù teorico e astratto. Conosce bene vari standard di metadati, più di tre linguaggi di programmazione web oriented, disegna interfacce grafiche con frameworks a oggetti. Tanto per dirne qualcuna.

Il meglio di sé lo da quando lo inviti a cena e gli prepari la carbonara. E fai l’errore di spiegargli le modalità di cottura secondo la tua ricetta – segretissima – che ti ha passato mamma, a cui tua nonna la disse in segreto il giorno dopo del matrimonio e così via fino a risalire l’albero genealogico ai nostri antenati (che per caso avevano lasciato cascare un uovo sbattutto in una padella con la pancetta).

A quel punto lui si sente in diritto di trascinarti nel baratro di errori e problemi che, strano che tu non lo sapessi, sono sempre in agguato e possono portare a conseguenze incredibili. Infatti la carbonara come la cuoci te ha rischi cancerogeni altissimi. Si deve fare sì carbonizzare la pancetta, ma solo in piccola percentuale. Il resto deve essere appena appena rosolata. Inoltre l’uovo deve essere compleatamente privo della chiara, quindi filtrato alla perfezione, anche se non si sa bene come tale operazione sia fattibile senza spappolarne il rosso (che – inutile sottolinearlo – è l’errore più drammatico che tu possa fare le cui conseguenze sono catastrofiche). Inutile anche dire che fare una semplice pasta al dente da ripassare in padella è una cosa inesatta. Come minimio. Anzi del tutto sbagliata. Infatti deve bollire nella sua acqua fino a che non si ammorbidisce leggermente, e poi con un sapiente metti-togli il coperchio dalla fiamma deve rimanere ad una temperatura di bollitura costante affinchè si cuocia in maniera omogenea.

E questo solo per citare gli sbagli più evidenti. Poi se si dovesse andare nel dettaglio…

Ecco, lui, l’informatico che ammiravamo, è in realtà un creatore di blocchi psicofisici. Ingrandisce la realtà con la lente dell’analisi, ne coglie tutte le sfaccettature che erroneamente non aderiscono al corretto modello teorico, e nel tentativo di sanarle tutta, una per una, si perde nel meandro del perfezionismo.

Era meglio il benzinaro.

Ecco. Fine.

Lo scribacchino chiude.

 

 

 

Headaer image https://pixabay.com/it/artista-pennello-colori-arcobaleno-1197318/

by

Gordon Johnson

https://pixabay.com/it/users/GDJ-1086657/

Comments (4)

  1. Sa says:

    Così pochi? No dai, descrivi altri omini strani ti prego!
    Bellissima l’immagine, mi ha trascinato tra i tuoi personaggi con un colpo deciso di blu…

    1. Daniele Bailo says:

      Grazie SA, sono proprio contento che le spennellate ti piacciano. Sicuramente ce ne saranno altre, magari con personaggi un po’ più allegri, visto che qualcuno mi ha detto che questi – in fondo – sono tristi… e io sono un grande supporter della letteratura “edificante”.

      Pensa, un giorno sono entrato in una videoteca, volevamo vedere un film con la mia ragazza, e gli abbiamo chiesto “scusi, ci sa consigliare un film EDIFICANTE?”. “…”… silenzio, sguardo perso della commessa… “ah ah , certo… carino, aspetta, ora te ne trovo qualcuno, si potrebbe fare un nuovo genere…” risponde lei dopo qualche milione di cicli di clock. Non sono sicuro che abbia capito bene cosa di cosa stessimo parlando. Alla fine ci ha consigliato un film bellissimo, ma affatto edificante… Ecco, pensandoci così su due piedi, la domanda sarebbe: sicuri che la buona letteratura (meglio:la buona arte), i sentimenti forti, la ricchezza di senso, la bellezza del testo siano direttamente proporzionali al numero di tragedie descritte dall’autore? Mi viene in mente la solitudine dei numeri primi.. (che ho chiuso a 20 pagine dalla fine con un grande senso di liberazione..). Uh, sto divagando troppo.

      Bhè, una mezza pennellata c’è stata, con la storia della commessa 🙂 Torno a lavoro.

      grazie ancora, a presto Daniele

  2. In effetti hai ragione, a parte il benzinaio, gli altri due sono parecchio sofistici, allargano troppo il ragionamento. Si fa fatica a capirli. 😀
    Nicola

  3. Daniele Bailo says:

    Ciao Nicola!
    Grazie del commento. In effetti esporre ragionamenti su carta non è facile… mi allenerò di più. Scrivere è anche un esercizio in alcuni casi.
    grazie e a presto

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