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Come avere milioni di follower su Instagram: 10 principi infallibili

Guardando qua e la, esaminando me stesso, parlando con amici e colleghi, ho scoperto che la sete di like – quel cuoricino e quel pollice alzato che ci gratificano un po’ nel grigiume di alcune giornate – è una patologia trasversale.

Attraversa ceti sociali, differenze di genere, livelli culturali normalmente distanti, diversi stati di vita: dal prete al professore, dal macellaio all’adolescente, dalla massaia al tassidermista, tutti cercano l’altrui plauso, almeno un po’.

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How Research Infrastructures can take advantage of interoperable VRE building blocks

Well, it’s weird: I’m at the same time proud and shy about the video we released in the framework of VRE4EIC project.

It was funny: I had just landed at Schipol airport and then rushed to TUDelft university… and I found myself at the New Media Center in front of a camera, in a soundproof studio with a bright-green background, just a few people watching (or staring at? :)) me behind the soundproof glass and I had to start talking with my south European English accent (that’s the embarrassing part :))

Well, I think I realized how fishes feel in their fish-bowls!

By the way, the people from the studio were great and patient, and they explained clearly how it would work. So we just had to leverage on the huge work we did previously, that is to say the preparation of the video – lecture.

The topic of the videos is How research Infrastructures can take advantage of interoperable VRE building blocks.

In the first part I explained what research infrastructures are, what distributed research infrastructures can provide to users, and what is their governmental and technical organisation. Real examples were be done by discussing the EPOS use case.

In the second part the focus was on how interoperable building blocks developed in the framework of VRE4EIC can be used to enhance Functionalities of Research Infrastructures. An example was be illustrated by discussing and analysing the EPOS use case.

PART 1

PART 2

I hope you enjoy the two videos.

eposlavorolectureslezioniResearch Infrastructurevideovre4eic


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Come sgominare i parassiti statali

Sono recentemente tornato da Edimburgo, città che oltre ad essere piovosa e pittoresca, ha ospitato una conferenza sui Virtual Research Environments, argomento oscuro ai più e soprattutto impossibile da spiegare a nonna quando mi chiede «Ma di che parlate quando fate queste riunioni?». Ora, quando dico «nonna» non fate l’errore di immaginare una novantacinquenne mansueta e rimbambita. Lei è semplicemente la punta di diamante di una generazione che ha attraversato – rinforzandosi – una guerra, il sessantotto, il boom economico, canale cinque, Mike Buongiorno, le soap opera e Young Signorino: è sveglia, ha sempre la risposta pronta, impossibile da ingannare, abile nel raggirare, arduo piegarla alla propria volontà. In pratica un caterpillar. E’ su questi soggetti che dovrebbero fare i film. Robocop e i supereroi della Marvel a confronto sembrano verginelle alla prima notte di nozze.

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Alieni sul GRA :: #musical snippet

No, pazzesco. Giuro non è una bugia. Non è lo Xanax. E nemmeno la carbonara che ieri sera non ho digerito.

C’erano davvero. Verdi con la pelle raggrinzita. Odoravano di asettico, di ospedale. Non ho avuto il coraggio di guardarli in faccia ma… ragazzi… si sentiva che loro erano lì, e ci guardavano.

Noi nelle nostre piccole automobili – sì piccole, piccolissime, anche i SUV erano delle caccolette a confronto –  e loro lì. In quella nave mastodontica. E poi la luce, il casino. Solo a tratti però. In realtà per pacchetti di alcuni secondi c’era un silenzio profondo. Mi sentivo il cuore pensa tu.

Con quel casino che c’è sul GRA – dico. Ma che ci sono venuti a fare gli alieni?

electronicgrajuicylogic pro Xmusicsynth


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Quiet Call – lo Squire in azione #musicalsnippet

Entro e.. lui stava lì: poverino.
Ce n’erano tanti altri come lui. Lì su. Appesi. Sembravano impiccati. Condannati ad una mortale solitudine.

Non me la sono sentita di lasciarlo nel suo stato di abbandono. Già lo sentivo vicino a me. Col suo profilo sinuoso, era perfettamente compatibile col mio avambraccio.

E quindi via. Mi sono comprato uno Squire, che per chi non lo sapesse è un basso.

Suono pazzesco per il prezzo (400 eur), eccolo qui alla prova in un pezzo ambient.
Un altro #musicalsnippet. 
Buon ascolto


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Dio c’è e gli piacciono i Coldplay: I want something just like this.

I Coldplay – band alternative rock oramai assieme sin dal 1997 – ci sorprendono ancora con un pezzo che ha popolato le top 10 di radio, televisioni e emittenti internet europee e statunitensi. Stiamo parlando del singolo composto in collaborazione con i ChainSmokers (gruppo elettronico  – quasi house – che pompa davvero), dal titolo Something just like this.

Pochi accordi, una linea melodica semplice, anni di esperienza, tanta stoffa compositiva e un grande lavoro di mixing e… eccaallà: ci ritroviamo in macchina o sotto la doccia a fischiettarne il motivetto o a canticchiare qualche parola carpita qua e là, mentre svolazzava nell’aria sul percorso tra le casse e le nostre orecchie.

Già: le parole. Il testo. Le lyrics. Ma cosa dice questo pezzo?

E’ una storia epica, sublime, commovente. Una storia che tanti di noi vivono quotidianamente. Una storia di tante coppie, di innamorati, di fidanzati, di mariti, di mogli.

La storia di un uomo che  si confronta con miti di supereroi, di forza, di dominio e di superamento dei propri limiti. E allo stesso tempo nota la propria inadeguatezza, il suo non essere “upon that list”, sulla lista dei big, dei superman con talenti eccezionali, quelli che salvano la terra con azioni eclatanti.

E anche la storia di una donna, che osservando il travaglio dell’uomo, la sua spinta verso la sfida, forse la sua frustrazione, chiede:
ma rifletti sulla direzione che vuoi prendere, quanto hai voglia di rischiare? Dove vuoi andare?
Guarda che io non cerco il supereroe, il mito [il superfigo,ndr], cerco qualcuno a cui rivolgermi, qualcuno su cui contare, qualcuno da baciare, qualcuno che mi manchi: voglio proprio qualcosa del genere.

I want something just like this: un uomo che mi ami. Un uomo che io possa amare.
Ecco, una storia ordinaria. Un comunissimo promemoria.
Una freccia accesa verso la vocazione fondamentale di tutti – amare – declinata nella coppia.
Un “reminder vocazionale” che ci viene sparato nelle orecchie centinaia di volte al giorno.

E che mi commuove perché mi ricorda che è tutto un po’ più semplice, e che i supereroi ci sono sì, ma stanno nei film della Marvel.

I want something just like this. Qualcuno che mi ami, qualcuno da amare. E’ tutto qui.

…mah… poi dicono che Dio non parla nella vita di tutti i giorni… sarà…

 

HEADER IMAGE BY Di Guy Hurst (guy hurst) on Flickr (“Coldplay – Glastonbury 2016”) [CC BY 2.0], attraverso Wikimedia Commons


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Virtual Research Environment, Science Gateways, Virtual Laboratories. What’s the difference?

A debate is currently active, mostly between some of the major players in the field of Virtual Research Environments, i.e. VRE4EIC and other European project teams. They are trying to define commonalities and differences among Virtual Research Environments (VRE), Science Gateways (SG) as used in North America and Virtual Laboratories (VL) as used in Australia

A general agreement was found on the definition of a VRE, that usually provides not only access to ICT services, data, software components and equipment but also provides a collaborative working environment for cooperation and supports the research lifecycle from idea to publication while also supporting research management and administration.

However different positions are taken with respect to the SGs and VLs, considered both as synonyms or as different objects: SGs are mainly portals to access data and VLs provide a collection of datasets, software and computing resources for researchers to construct their own environment.

[Originally published at https://www.epos-ip.org/top-tips-virtual-research-environments-science-gateways-and-virtual-laboratories]

 

 

HEADER IMAGE Photo by Luca Bravo on Unsplash

 


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Il solista – categoria “film edificanti”

Qualche tempo fa avevo l’abitudine di andare in videoteca – una di quelle poche a Roma sopravvissute allo streaming – e chiedere consigli al videotecaro. Spesso capitava di trovare negozianti appassionati, prodighi di consigli.

Il problemone era comunicargli cosa stavo cercando.
Thrieller….mhmm… sì, ma che non mandassero in paranoia.

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Musical Snippet#1 – Electro Raptus

Quest’ultimo periodo è stato musicalmente molto attivo.
Oltre ad un cospicuo sperpero di denaro per acquisti musicali ECCEZIONALI – pedaliere, looper, vocoder, guitar synth – ho fatto quel click micidiale.

Il click sul tasto sinistro del mouse che ha avuto due effetti: primo, diminuire l’ammontare totale del mio conto di 200 euro. Secondo, installare sul mio computer un software strafico, strafichissimo, potentissimo.

Si tratta di Logic Pro x.

Vorrei tralasciare qui l’argomento tristissimo di come la Apple è riuscita a ridurmi (cioè, rendiamoci conto, gli sto facendo pubblicità… sono diventato un “Apple Evangeliser”… naaaaa), e invece introdurre il concetto di Musical Snippet.

Analogamente agli snippet di codice, vale a dire dei pezzi di codice che sono in genere pubblici (esempio di snippet in un forum) mi sono ritrovato a rovistare in vecchie cartelle in cui ho ritrovato brevi pezzi composti anni fa, oppure produrne di nuovi adesso che Logic pro X è installato.

Da qui l’idea di condividere snippet musicali, da ascoltare, da convidere, da riutilizzare per i vostri mix casalinghi (se siete aspiranti DJ) o per altri mix (se siete DJ oppure baristi che producono milkshake).

Parte quindi l’operazione Musical Snippet.

Qui sotto, condivido un primo Musical Snippet dal titolo “Electro Raptus” (fatto in cucina mentre la verdura era sul fuoco). Il video è stato creato grazie ai tizi di http://www.renderforest.com/ , un servizio che produce video in maniera semi-automatica.

Buona visione e buon ascolto.


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