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5+1 antidoti per non deprimersi leggendo Yuval N. Harari

Leggere Harari è un’ attività che può creare dipendenza.

Me ne sono accorto tre mesi fa quando mi sono lanciato anima e corpo in un rave letterario a base di Sapiens – da Animali a Dei e Homo Deus, due tra i suoi testi più conosciuti. Ho ingurgitato in maniera famelica le pagine, ho gustato i suoi sottili ragionamenti, ho apprezzato le visioni sul futuro e addirittura riflettuto su come trarne vantaggio.

Poi, come ogni indigestione, è finita male: a lettura conclusa, sono stato preso dallo sconforto,  da una tristezza ed uno scoraggiamento a tutto tondo, che toccava – orizzontalmente – tanti aspetti dell’esistenza personale e collettiva, e – verticalmente – si diramava in profondità, alle sorgenti del senso stesso della vita.

Intendiamoci: Harari è un personaggio di spicco con una sua consistenza culturale ed esistenziale. Se non lo avete letto, fatelo.

Ma arrivateci preparati.

Dopo la maratona bibliofaga infatti mi sono trovato ad esser turbato interiormente: che senso ha il progresso e l’avanzamento tecnologico – mi chiedevo – se poi tutto è destinato a concludersi con le solite ingiustizie, disuguaglianze sociali ed un probabile collasso del nostro pianeta?

Se noi siamo frutto del caso, che senso ha tutto questo?

E nel futuro, i nostri posteri saranno nella fascia di popolazione inoccupata che andrà avanti a forza di antidepressivi a causa della mancanza di senso in una vita privata del lavoro che viene eseguito al 98% da macchine, oppure tra quell’elite di quasi immortali che costituirà una nuova specie di super-uomini?

Queste domande non sono pensate ad arte per creare un climax nella sequenza narrativa di questo post: sono dubbi legittimi e naturalmente conseguenti da alcuni dei temi trattati in Homo Sapiens ed Homo Deus, testi che non mi metto qui a riassumere o a commentare, rimandando invece alle numerose recensioni e risorse online che ne discutono in maniera eccellente, come ad esempio quello di “MiOffroIo“, una buona sinossi che ne mette in luce anche gli aspetti più apocalittici.

Due elementi hanno per altro contribuito ad aggravare lo stato di prostrazione in cui cadevo di tanto in tanto ripensando alle conseguenze reali delle analisi e delle prospettive descritte da Harari.

Il primo, è che non avevo trovato nessuno con cui parlarne di persona: a lavoro, con gli amici, in famiglia… nessuno li aveva letti e pochi sembravano interessati all’argomento.

Il secondo è che girando per la rete e su youtube, quasi tutti le video recensioni ne tessevano lodi estreme, considerando Harari un vate, un interprete dello spirito dei tempi con una visione lucida sul futuro. Con una sola eccezione, questo Roberto Mercadini, una bomba atomica di idee e riflessioni che pur apprezzando l’autore, ne metteva in luce aspetti controversi.

Che fare allora? Mollare tutto e vivere il momento presente, tanto la vita sarà uno schifo? Oppure continuare a sperare in quei due millimetri di luce che penetrano dall’enorme, pesante portone di disfattismo in procinto di chiudersi definitivamente?

Poi por fortuna ho scoperto di non essere da solo. Mi sono imbattuto quasi er caso in due amici che hanno letto almeno uno dei suoi libri: il primo lo conosco da sempre, amico di infanzia, un letterato, archeologo e informatico trasferitosi in Svezia con tutta la famiglia, davvero entusiasta dei testi di questo “pop-scientist”. Il secondo (che è diventato un amico proprio grazie ad una lunga discussione notturna su Harari) è invece un sismologo della Repubblica Ceca che vive a Bergen (Norvegia), in una fattoria appollaiata su un fiordo, con una moglie, cinque figli, alcune capre ed una barca. Quest’ultimo è rimasto quasi traumatizzato ed il nostro confronto – edificante per entrambi – mi ha convinto che i temi dello storico-antropologo israeliano possono essere considerati da prospettive meno apocalittiche se si considerano alcune premesse importanti.

Ecco allora cinque semplici atteggiamenti che fungeranno da anti-depressivi intellettuali. Mi raccomando, sono da assumere immediatamente prima della lettura di Harari.

 

1. Diffidare da chi prevede solo il futuro remoto

Se ci sono persone che rimangono scosse dalle sue riflessioni e ricerche, è perché sono valide, frutto di studio, confronto. La bibliografia in fondo ai suoi libri è enorme, i suoi ragionamenti lineari, quasi inconfutabili, e conducono diretti (mi verrebbe da scrivere “nel baratro”, ma mi astengo) verso conclusioni da Armageddon che  non possono certo farci rallegrare. E il lettore arguto ed intelligente segue, si lascia guidare, convincere, persuadere. E tutto sembra davvero plausibile. Ci si immagina il mondo fra cinquanta o sessanta anni strutturato in caste sociali di superuomini da una parte e di persone medie per lo più inoccupate, forse apatiche, dall’altra. Davvero, seguendo le sue argomentazioni, mi viene da pensare che questo sia lo scenario più probabile verso cui inevitabilmente siamo proiettati.

Poi mi imbatto nella video intervista “Lo storico Harari: “Dalla prosperità dell’UE dipende la pace nel mondo”  in cui alla domanda se ci sarà ancora fra 15 anni l’unione Europea risponde “non lo so, come storico so che non si può prevedere il futuro. Molto spesso accadono eventi inaspettati, questa è l’unica cosa certa della storia“. E segue una serie di esempi a supporto di questa affermazione.

Bumm… Sgancio della bomba.

Ma come? E allora?  Un futuro piuttosto remoto dipinto nei libri in maniera drammatica me lo prospetti quasi come certo e poi – caro Yuval, ora ti do del tu – per uno molto prossimo (EU fra 15 anni) mi dici che non è possibile fare previsioni?  Eh, no, un po’ troppo facile così. E io me le sono forse fatte inutilmente tutte le domande esistenziali deprimenti?
In questo senso, interessante anche l’articolo di Roberto Mercadini “Tutto quello che sai sul futuro è falso” che racconta due interessanti storie in cui le previsioni sul futuro basate su dati scientifici si sono rivelate degli incredibili flop.

 

2. Non uccidere Dio

La religione è un tema difficile da trattare. Interseca la dimensione intellettuale, emotiva e pratica delle persone, ha suscitato – nella storia – una miriade di scrittori a riversare fiumi di inchiostro su una molteplicità di suoi aspetti. Approccio razionale, approccio filosofico, approccio superstizioso, approccio provvidenzialista. Insomma un casino. E certamente non mi aspettavo vi si dedicasse uno spazio eccessivo.

Ma sdoganarla in pochi paragrafi semplicemente come una delle ideologie che ha orientato l’umanità in un certo periodo storico e che adesso non ha praticamente più influenza, mi pare un approccio discutibile.

Nella psicologia analitica di Jung, che pure non contempla l’esistenza di un essere superiore, si dimostra la presenza di un’immagine archetipica della divinità nell’inconscio: al pari della madre, del padre, dell’animus e dell’anima, anche l’immagine/archetipo di Dio ha un suo spazio dentro di noi, che bisogna vivere in qualche modo per essere persone integre. Questo è quanto le scienze psicologiche hanno scoperto. Indipendentemente che si creda oppure no, la spiritualità – necessariamente collegata ad un credo, che sia quello Cristiano, Musulmano o una visione personale che aiuta a vivere questa dimensione – è parte di noi e salva l’uomo dall’appiattimento sul presente e sul materiale.

Insomma l’approccio di Harari rischia davvero di non considerare una dimensione importante dell’essere umano, che ha inscritta in sé una ricerca di senso e una prospettiva religiosa. Non mi sarei assolutamente aspettato una posizione da credente, ma liquidare l’argomento in modo così spiccio è una operazione che sorprende.

 

3. Non andare in montagna con le ciabatte da mare

Un anno mi è capitato. Era un soggiorno improvvisato al camping “I due laghi” di Levico, in Trentino, mentre eravamo diretti verso località marittime.

Unica attrezzatura disponibile: una tenda.

Vestiti a portata di mano: costume, felpe e pantaloni leggeri.

Scarpe: le flip-flop.

Dopo un bagno (gelato) nel lago, seguiamo impavidamente l’impulso a fare un giro sul pendio poco lontano, quello che ora definirei una collinetta delle prealpi. Maglietta da mare, costume, ciabatte da mare ai piedi.

E quella che poteva essere una piacevole passeggiata se solo avessimo avuto un paio di calzature decenti, si rivelò essere una prova generale per una ipotetica gara di camminata sui carboni ardenti. Piedi doloranti, escoriati, ciabatte che ad ogni passo rischiavano di rompersi. Che palle.

Ecco, anche per leggere Harari bisogna essere attrezzati. Ho notato che chi ha studiato materie umanistiche ha un approccio diverso a questi testi rispetto … al resto del mondo. In particolare coloro che posseggono un background tecnico-scientifico tendono a considerare quanto leggono da una prospettiva di verità (o falsità) e con un approccio causa-effetto. Si chiedono se il testo dice il vero, che conseguenze ci saranno e cosa si dovrà fare. E magari si bombardano di paranoie.

Il letterato invece ama il concetto, l’argomentazione, il ragionamento. Ha uno sguardo più critico, si interroga sul senso del tema trattato, lo integra nella sua visione del mondo. E la sera cena tranquillo.

Se quindi non appartenete alla schiera dei letterati e tendete ad interpretare tutto secondo criteri di verità, considerate che esiste anche un approccio complementare che è possibile applicare.

 

4. Parlare con persone dotate di capacità critica

Dopo la lunga chiacchierata col mio amico sismologo, di cui queste pillole anti-depressive intellettuali sono una sintesi compressa al massimo, siamo riusciti ricontestualizzare i dubbi di senso e ad integrare meglio le idee di Harari nella nostra personale visione del mondo. Ma anche discutere con l’altro amico archeologo che si trovava abbastanza in linea con le idee di Harari è stato liberante. Insomma, questa quarta pillola è solo un incoraggiamento a condividere i propri pensieri con altre persone dotate di materia grigia. Non importa quanto le nostre conclusioni possano sembrare banali o non al livello degli esperti in materia: parliamone, perché le cose assumono un loro contorno e si ridimensionano quando vengono comunicate.

Inoltre, considerando che la pop-science ha il merito di aprire conoscenze poco accessibili a tutti, e che questo è proprio il paradigma scelto da Harari, dove è il problema nel fare delle pop-chiacchiere con dei pop-amici? Il purismo scientifico non aiuta in questi casi, anche perché gli articoli scientifici ed i testi di antropologia sono solo per gli addetti ai lavori.

 

5. Leggere altri testi

Senza nulla togliere ad Harari, che è bravo, intelligente, ed ha opinioni basate su anni di studio e di ricerca, è bene considerare il pensiero di altri scrittori sullo stesso tema e allaragare la panoramica. Cosa ne pensano i suoi colleghi? Vedono tutti un futuro così nero?

Non c’è bisogno di approcciare testi universitari, ce ne sono di accessibili a tutti. Ne cito tre che ho trovato davvero utili:

Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni Copertina flessibile di Jared Diamond. Un grande classico, da leggere.

Homo Comfort, Il superamento tecnologico della fatica e le sue conseguenze, di Stefano Boni. Un antropologo italiano un po’ anarchico. Un personaggio ed un testo di nicchia, che meritano.

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Roy Lewis. Da leggere una volta nella vita, recensito qui. Con quest’ultimo c’è anche il rischio di farsi una risata e di apprezzare la bellezza romantica dell’evoluzione dell’uomo.

 

5+1. Subsonica vs. Harari: 1-0

Sanno tutto di te. Sanno la tua posizione perché la condividi. Per stare comodo di quanta libertà ti privi?”. Potrebbe essere la quarta di copertina di Errore di sistema, di Edward Snowden, oppure un capitolo di Homo Deus. E invece no, è un estratto del testo di “Sonde” dei Subsonica.

Lungi dal voler sminuire il lavoro monumentale di Harari e di altri autori di testi giornalistici, divulgativi o scientifici su argomenti simili, non trovate anche voi quanto sia liberante constatare che queste idee aleggiavano nell’aria già da una decina d’anni?

Ecco come continuano i Subsonica: “Perché ti fidi, il consenso non ti fa paura / Sembra che il mondo ora sia fatto su misura / E tu non devi neanche sbatterti per scegliere o per capire / Lo faccio io per te / Tu lasciati servire / Ma è tutto gratis! / Non sono i soldi ad interessargli, non è ciò che paghi / Ma è la tua privacy, sono i tuoi dati / Il vero tesoro venduti a peso d’oro / Vendine un pezzo a loro”. Viene da pensare che siano stati loro ad ispirare la Commissione Europea nel rilascio del GDPR  (Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati entrato in vigore il 25 Maggio 2018, grazie al quale abbiamo un pop-up in più su cui cliccare quando accediamo a siti web che usano i cookies).

E se avessero indetto dieci anni fa una “gara di profezie”, per premiare il per primo che avesse indovinato e comunicato al wide public i rischi connessi alla tecnologia che ci rende produttori di dati che vengono ingurgitati, elaborati ed utilizzati da terzi tramite algoritmi di machine learning… bhé, i vincitori sarebbero ora i Subsonica, che pronosticavano tutto ciò già dal 2011.

Mi spiace Yuval, uno a zero per i Subsonica.

Certo, è un lavoro di fantasia (ecco perché questa pillola è inserita come addendum, un 5+1), ma vale la pena cogliere la provocazione per ridimensionare Harari e la sua apocalisse.

 

 

Titoli di coda

Se siete arrivati sin qui, forse anche voi siete stati travolti dalle belle teorie di Harari, e – sempre forse –  anche voi avete reagito con moti di tristezza e rabbia nel vedere descritte con rigore scientifico la fine della razza umana, la deprimente prospettiva di una vita casuale e con poco senso: bhé, per quello che vale, sappiate che non siete soli.

Qui si concludono i 5+1 antidoti. Non basteranno certo a non mandare almeno un po’ in crisi il lettore riflessivo e in cerca di senso, ma almeno potranno aprire altre prospettive e non permettere ad un certo disfattismo mascherato da ragionamento arguto di buttarci troppo giù.

 

 

Credits:

Header Photo by https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Homo_Deus_-_A_Brief_History_of_Tomorrow.jpg

Post Photo by Dhruv Deshmukh on Unsplash

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INGV assume 3 tecnici informatici su EPOS

3 Posizioni Aperte

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

EPOS – European Plate Observing system

Stiamo cercando tre figure professionali di tecnico informatico per collaborare alla realizzazione di un’infrastruttura di ricerca europea innovativa con l’obiettivo di integrare dati e servizi nel dominio delle scienze della Terra solida. L’integrazione avviene tramite un sistema avanzato, gli Integrated Core Services (ICS), che permette di ricercare, scaricare e analizzare dati delle comunità scientifiche da un’unica piattaforma e interfaccia web basata su mappa, con dati geolocalizzati.

Il bando di concorso è finanziato dal progetto EPOS-MIUR, la durata del contratto è pari a un anno, con la possibilità di rinnovo. L’inquadramento avverrà nel profilo professionale di Collaboratore Tecnico Enti di Ricerca (livello VI).
Il bando di concorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 79 del 04.10.2019. Il testo completo è disponibile all’indirizzo:

http://istituto.ingv.it/it/amministrazionetrasparente/disposizioni-generali/atti-generali/atti-amministrativi-generali/decreti-e-delibere/anno-2019-1/decreti-del-direttore-degli-affari-amministrativi-e-del-personale-2/13061-n-475-concorso-pubblico-per-n-3-posti-di-cter-vi-livello-a-tempo-determinato-codice-bando-3cter-rm1-09-2019/file.html

E qui:

http://istituto.ingv.it/it/amministrazionetrasparente/bandi-di-concorso/concorsi-pubblici/tempo-determinato-2019.html

Chi siamo

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è un ente pubblico di ricerca. L’obiettivo primario dell’INGV è contribuire alla comprensione della dinamica del Sistema Terra, nelle sue diverse fenomenologie e componenti solida e fluida, e alla mitigazione dei rischi naturali associati.
L’ente ha dato vita a numerosi progetti, tra cui lo European Plate Observing System (EPOS), ora diventato un ERIC. EPOS (www.epos-eu.org) è una infrastruttura di ricerca europea innovativa che ha lo scopo di integrare dati e servizi nel dominio delle scienze della Terra solida. Si tratta di dati e servizi relativi a terremoti, eruzioni vulcaniche, deformazioni geodetiche, osservazioni satellitari e altro, che presentano un alto grado di eterogeneità in termini di tecnologie di data provision, formati e modalità di presentazione delle risorse. Le attività si svolgeranno nel quadro di questo progetto.

Chi sei tu?

Sviluppatore software con conoscenze di Java, con buone conoscenze di database relazionali e/o sistemista Junior che è interessato al Cloud computing, alla creazione di sistemi geolocalizzati e generalmente appassionato alla esplorazione del mondo delle nuove tecnologie e voglioso di applicarle in modo creativo alla risoluzione dei problemi. Non hai paura di confrontarti con il team per portarlo al raggiungimento degli obiettivi.

Cosa offriamo?

L’opportunità̀ di inserirsi in un team di sviluppo software in ambiente di ricerca, che condivide obiettivi e modalità di lavoro. Il candidato verrà inserito nelle attività lavorative previo formazione, se necessaria, e potrà arricchire la propria esperienza lavorativa nell’ambito dei sistemi cloud, avendo anche opportunità future di crescita professionale commisurate alla effettiva capacità, volontà e al livello professionale.

Requisiti professionali richiesti

I requisiti sono descritti nel bando e qui sinteticamente riportati.
a) diploma di scuola superiore;
b) esperienza nei seguenti ambiti:
– sviluppo software in linguaggio Java o in alti linguaggi a oggetti (C++, Python);
– progettazione e gestione di database relazionali;
– esperienza nell’utilizzo di sistemi Linux/Unix;
– capacità di partecipare a contesti collaborativi e lavoro in team;
c) conoscenze generiche relative a:
– principali linguaggi di programmazione imperativi (es. PHP, javascript);
– basi di database non relazionali, es. MongoDB;
d) conoscenza della lingua inglese;

Sede di lavoro e Retribuzione

La sede di lavoro è Roma, l’attività̀ lavorativa prevede un totale settimanale di 36 ore complessive con flessibilità̀ oraria. La retribuzione lorda annuale per gli CTER di livello VI è regolata dal contratto nazionale vigente e indicativamente ammonta a circa 31000 Euro annui lordi.

Candidatura

Per candidarsi alla posizione è necessario seguire le istruzioni all’art 4 del bando a questo link:

http://istituto.ingv.it/it/amministrazionetrasparente/disposizioni-generali/atti-generali/atti-amministrativi-generali/decreti-e-delibere/anno-2019-1/decreti-del-direttore-degli-affari-amministrativi-e-del-personale-2/13061-n-475-concorso-pubblico-per-n-3-posti-di-cter-vi-livello-a-tempo-determinato-codice-bando-3cter-rm1-09-2019/file.html

AssumeINGVofferte di lavoro


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FIXED: Logic Pro X + Mojave + Axiom Air mini 32 doesn’t work

If you got here, you are probably one of those who just purchased an Axiom Air Mini 32 midi keyboard controller, plugged it in, and tried to have some fun with Logic Pro X.
And… surprise… IT DOESN’T WORK!

 

No worries.
I’ve a solution.
And I’ll give it to you.
If you want to read it right now, just scroll down.

First, let’s try to understand the causes. I went through many posts reporting the same problem.
It seems that with latest Macosx update to Mojave, something has changed with the way USB 3 is managed.
In case you want additional details… go to these posts.
https://getsatisfaction.com/m-audio/topics/axiom-air-mini-32-logic-pro-x-help
https://getsatisfaction.com/m-audio/topics/using-axiom-air-32-mini-with-logic-pro-x
https://getsatisfaction.com/m-audio/topics/setup-axiom-air-mini-32-with-logic-pro-9
https://getsatisfaction.com/m-audio/topics/axiom-air-32-mini-doesnt-work-with-logic-pro-x

Potential solutions (didn’t work for me)

Many posts suggest to solve the issue with software fixes.
First by downloading e installing Hypercontrol drivers. (also here https://m-audio.com/kb/article/1684)
Secondly by checking the controller is actually sending data, for sintance by using Audio Midi Setup (by default on Macosx, just start typing “midi”) on Spotlight.
Thirdly, by working with the control surfaces in Logic…
But these didn’t work (for me), because it’s an hardware problem.

Final working Fix

The solution is simple, and was proposed in a post I can’t find now (if you have the original post, send me a message and I’ll be happy to give credits):
Do not connect Midi Keyboard straight to the USB port, but go through a USB hub, possibly a USB2 hub.

The picture below shows the working setup

As simple as this. A nice workaround… that makes eventually the whole thing work!

If you liked this post, please comment and share.

 

axiom air mini 32davlogic pro Xmusicproblemsolutionusbhub


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EPOS Integrated Core Services Architecture Basics – TUTORIAL

 Bailo, Daniele;  Paciello, Rossana

10.5281/zenodo.3328658

The presentation outlines the basics of the EPOS Integrated Core Services Central hub, a system for integrate Data, Data Products, Software and Services provided by European data providers in the domain of Solid Earth Sciences.

The main architecture is shown and the technological choices are presented and discussed.


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Tesi e Tirocini in contesto Europeo – Discipline informatiche

Ti stai per laureare o sei prossimo al tirocinio e ti piacerebbe fare un’esperienza in un contesto dinamico e internazionale?

Dai uno sguardo alla proposta di Tirocinio e Tesi dello European Plate Observing System (EPOS).

EPOS – European Plate Observing system

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

EPOS (www.epos-eu.org) è una infrastruttura di ricerca europea innovativa che ha lo scopo di integrare dati e servizi nel dominio delle scienze della Terra solida. Si tratta di dati e servizi relativi a terremoti, eruzioni vulcaniche, deformazioni geodetiche, osservazioni satellitari e altro, che presentano un alto grado di eterogeneità in termini di tecnologie di data provision, formati e modalità di presentazione delle risorse. L’integrazione avviene tramite un sistema avanzato, gli Integrated Core Services (ICS), che permette di ricercare, scaricare e analizzare dati delle comunità specifiche da un’unica piattaforma e interfaccia web.

La proposta di collaborazione rivolta a tirocinanti e tesisti interessati all’utilizzo di tecnologie innovative, mira a contribuire all’ulteriore sviluppo e ottimizzazione del sistema Integrated Core Services, e si sviluppa nei seguenti temi:

  • database relazionali (PostgreSQL) e non relazionali (e.g. MongoDB);
  • sistemi basati sul paradigma dei Microservizi;
  • ottimizzazione e tuning del sistema e dei servizi;
  • creazione di moduli Java e Python per mapping e conversione di dati e metadati;
  • creazione e ottimizzazione interfacce grafiche con AngularJS;
  • integrazione semantica, sviluppo e ottimizzazione di estensioni di DCAT-AP.

Le attività da svolgere saranno concordate con lo studente sulla base degli argomenti di interesse.

Informazioni

Dr. Daniele Bailo

EPOS-ERIC Technical Officer
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Via di Vigna Murata 605, 00143 Rome – Italy
daniele.bailo@ingv.it
Phone. +39 06-51860728

Riferimenti

  • epos-eu.org
  • Bailo, Daniele, and Keith G. Jeffery. “EPOS: a novel use of CERIF for data-intensive science.” Procedia Computer Science33 (2014): 3-10.
  • Jeffery, Keith G., and Daniele Bailo. “EPOS: using metadata in geoscience.” Research Conference on Metadata and Semantics Research. Springer, Cham, 2014.
  • Trani, Luca, et al. “Establishing Core Concepts for Information-Powered Collaborations.” Future Generation Computer Systems89 (2018): 421-437.
  • Bailo, Daniele, et al. “Mapping solid earth Data and Research Infrastructures to CERIF.” Procedia Computer Science106 (2017): 112-121.

data sciencedatabasedatieposICT & Webingegneria informaticajavaroma tresapienzasviluppotesi di laureatirocinio


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Luca Stricagnoli – Hold The Line

Prima con la mente, poi col cuore

[La forza di chi è solo, ]

librimusica


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Hiring Java + DBMS developer, Bergen

We are looking for a Java Developer with an affinity to learning and skills in Relational Databases. Our team is responsible for developing the EPOS Integrated Core Service platform, a system for integrating data and services in the field of solid Earth Sciences. Activities will be carried out in the framework of the European Plate Observing System initiative – https://www.epos-ip.org/

Responsibilities

The candidate will be required to join an international group of developers, and will be in charge of developing specific components of the EPOS Integrated Core Services data integration platform in Java.

The platform developed in Java will be your home. You will be developing new functionalities in a collaborative environment. You can look forward to a great degree of responsibility and autonomy for all aspects of software engineering; from gathering requirements, to architecture design, to user testing and training.

Interfacing with the main data source, i.e. the CERIF relational database, and guaranteeing its appropriate operation will also be part of the responsibilities.

Skills

Collaboration and team-working skills are of primary importance.

A good background in Java programming is required, together with basic background in relational database administration and SQL.

Passion and willing to explore new solutions and frameworks are also key skills.

You must have good communication skills, as we are working with different stakeholders in several countries. You are independent with a drive for excellence. Fluency in written and spoken English is a must, and you are expected to be able to present your ideas to a large group of people and carry out working discussions and teleconferences.

Ability of carrying out working discussions and teleconferences in English is a basic requirement.

If you are motivated by working in a challenging environment, then this is your chance. We offer lots of opportunities for you to grow both professionally and personally.

Technologies

Your primary task is Java development, so Java skills are a must. We use the Eclipse IDE with Git as our CVS, so intimacy with them is a strong plus. In addition to that, we have minor tasks involving Postgres and relational databases, so a good grasp on RDBMS ad SQL is required.

Also, you might need to look at various languages like Python and technologies like RabbitMQ, MongoDB. We do not expect you know these technologies, but you should be able learn new technologies and languages as needs arise.

Addiitonal knowledge of the following is a plus:

  • Languages and formats: HTML/CSS, XML/XSLT/XSD, JSON/JSON SCHEMA, TURTLE
  • Tools: Eclipse, or other IDE, GitLab

Seat, duration and Salary

You’ll be employed by University of Bergen (https://www.uib.no/en), Norway.

You will be required to stay in Bergen and you should have a residence and work permit in Norway (for EU-citizens this is automatically guaranteed).

Duration of contract is 6 months.

Opportunities of being hired in Rome by Italian Research Institution might occur after the end of the contract.

Salary is dependent on the qualifications and follow the Norwegian government regulations for State employees.

Information and application

For submitting your application or for any additional information please refer to the following contacts:

Ing. Daniele Bailo, INGV, daniele.bailo@ingv.it

Prof.Dr. Kuvvet Atakan, UiB, Kuvvet.Atakan@uib.no

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Header Photo by Markus Spiske on Unsplash


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Il più grande uomo scimmia del pleistocene

Fa strano immaginarsi diluvi universali, lotte con le fiere e scalate di vulcani alla ricerca del fuoco, mentre si sta sbragati su uno scoglio a respirare l’odore di mare pulito, girati sul fianco con l’avambraccio sotto l’orecchio, a nascondere il volto dall’abbagliante riverbero del sole.
Ma leggendo Roy Lewis è praticamente inevitabile.
Questa estate, ingurgitato dal libro e proiettato in questa dimensione parallela, con la manopola del tempo girata indietro di alcuni milioni di anni, ho spiato da vicino le vicende di Ernest e la sua famiglia. Sorridevo agli episodi assurdi che li coinvolgevano, mi rattristavo con loro per le difficoltà, mi gasavo quando, scoperto il fuoco, sono riusciti a conquistare le caverne e tenere a bada bestie più grandi di loro.
Ma soprattutto ho unito tanti puntini. Tante di quelle che un approccio post-ideologico mi ha suggerito – nel passato – essere “sovrastrutture borghesi” o “invenzioni del clero per mantenere il potere” si sono rivelate null’altro che tappe naturali nella storia dell’evoluzione umana. Mi vengono in mente ad esempio la nascita dei miti, Adamo, Eva, il diluvio universale, l’Eden. Oppure la struttura delle società e i vari ruoli nella tribù – vale a dire il futuro stato. O ancora, l’amore. Oh si, l’amore, quello vero, il sesso senza pornografia, senza le sovrastrutture e anche un po’ inconsapevole.
Infine una nota personale: la lettura in parallelo di questo libro e “Homo Comfort” di S. Boni ha generato un’alchimia interessante. Mentre il primo canta odi all’evoluzione e alle conquiste – soprattutto tecnologiche – dell’uomo, il secondo la mette seriamente in discussione puntando il dito sull’onnipresenza tecnologica. Leggendo quest’ultimo mi ero un po’ depresso.
Per fortuna c’era l’uomo scimmia del pleistocene a tirarmi su: una pietra miliare, uno di quei libri da leggere una volta nella vita.

antropologialetturapleistocenepreistoriarecensionescimmie


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Enhancing Research Infrastructures with VRE4EIC components: the EPOS success story

(This article was originally written for VRE4EIC Newsletter. Follow this link to the original source).

 

The European Plate Observing System (EPOS) highlights how its research infrastructure has become more efficient and user friendly by utilizing technology developed in the frame of the EU H2020 VRE4EIC project.

In the last decades quite an amount of tools, technologies and software has been developed to support and improve research throughout the entire data lifecycle[1]. This includes software, modeling tools, and even code that can be used and re-used by researchers around the world. However, more and more emphasis has been given to the structural components that enable a Research Infrastructure[2] to be sustainable, robust and, even most importantly, compliant to the FAIR principles[3]. Such principles prescribe–in order to enable reproducible science–that data need to be findable, accessible, interoperable and reusable. It is usually up to research infrastructure designers, developers and managers to find the best architecture and technologies to enable FAIR to become reality in their scientific domain. However, looking transversally at science domains, it is clear that there is a number of challenges common to several communities, as evidenced by the common requirements elicitation and analysis of existing technical assets carried out both in the VRE4EIC and ENVRIplus project[4].

In this framework, VRE4EIC is promoting the adoption of common, standard technical solutions in order to facilitate  Research Infrastructures in facing shared challenges and thus complying with FAIR principles.

This is the case of the European Plate Observing System (EPOS), a Distributed Research Infrastructure long-term plan to facilitate integrated use of data, data products, and facilities from distributed research infrastructures for solid Earth science in Europe.

In order to enable accessibility (the “A” of FAIR), the EPOS central hub, that provides access to a wealth of different types of data and services from communities, had to implement appropriate Authorization mechanisms. Such mechanisms are usually referred to as “AAAI”, which stands for Authentication, Authorization, and Accounting Infrastructure. Instead of creating such an infrastructure “from scratch”, EPOS took advantage of the existing VRE4EIC “AAAI Service”[5] building block. This component provides a “plug-and-play” solution for the authentication of users, and in addition it integrates different authentication mechanisms from various AAI providers (e.g. EDUGAIN, Facebook, Google and others) in one single system. Due to its integrability into service-based architecture, it can be easily plugged into micro-services-oriented architectures[6], such as the one of EPOS.

Figure 1: Example of integration of VRE4EIC Authentication services (AAAI) into EPOS central hub Graphic User Interface (GUI). The login box is rendered on the EPOS GUI, but actually managed and ran by VRE4EIC Authentication service building block. Such component is part of the VRE4EIC prototype and runs on VRE4EIC servers made available by project partners (in this case CNR ISTI – Pisa).

 

The EPOS User Interface is presented in Figure 1. It enables the discovery and search of datasets in the solid Earth domain, which includes several communities such as Seismology, GPS, satellite data, volcanic observatories and others. An authentication widget is also available for access to specific dataset. The authentication in this case is managed by the VRE4EIC AAAI service component, that is simply “plugged-in” into EPOS main system.

Starting from this first pilot, EPOS has also benefitted from VRE4EIC studies and developments in other fields. For instance for the workflow management and the metadata system architecture (both projects use the CERIF[7] model).

The EPOS use case has several important implications. The first one is that this pilot has demonstrated the suitability of the strategy adopted by VRE4EIC for supporting and enhancing e-Research Infrastructures, in particular with respect to the AAAI service.

The second one, related to research infrastructure sustainability, is that it saved efforts in integrating authentication services on EPOS, with all related technical and security issues, not to counting the development efforts that were optimized by adopting an EU-funded solution.

Third, on the user side, it allows end users to access through existing credentials from Facebook, eduGAIN, and other Identity Providers, to log in easily to EPOS or any other Research Infrastructure enhanced by VRE4EIC Authentication service.

Now, a future-oriented exercise is due: imagine that many other research infrastructures would use such shared solutions produced by VRE4EIC. How much development and sustainability efforts would they save by integrating in an easy way metadata catalogue services, AAAI services, and other common solutions?

The answer is not trivial, also because other players are available on the EU landscape. However, the expertise brought in by a pool of scientist and engineers in VRE4EIC, strongly connected with the communities, and with skills in the integration of several research infrastructures in various domains, is doubtless precious and capable of optimizing the technical dimension and sustainability, as demonstrated by the EPOS pilot.

 

[1] For an overview of the Data Lifecycle see https://www.dataone.org/data-life-cycle

[2] Definition of Research Infrastructure by EU funding body https://ec.europa.eu/research/infrastructures/index.cfm?pg=about

[3] M. D. Wilkinson et al., “The FAIR Guiding Principles for scientific data management and stewardship,” Sci. Data, vol. 3, p. 160018, 2016.

[4] “ENVRIplus is a Horizon 2020 project bringing together Environmental and Earth System Research Infrastructures, projects and networks together with technical specialist partners to create a more coherent, interdisciplinary and interoperable cluster of Environmental Research Infrastructures across Europe”. “Theme 2” deliverables report an overview of common elements and requirements in the various Environmental Research Infrastructures http://www.envriplus.eu/deliverables/

[5] More information about the VRE4IEC AAAI building block can be found here https://www.vre4eic.eu/images/Public_deliverables/D3.3_Building_Blocks.pdf

[6] A extensive compendium about Microservices architecture and techniques can be found in S. Newman, Building Microservices. O’Reilly Media…

[7] CERIF stands for Common European Research Information Format, see https://www.eurocris.org/cerif/main-features-cerif and https://www.eurocris.org/eurocris_archive/cerifsupport.org/cerif-in-brief/index.html

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Invidia il prossimo tuo – John Niven

Avevo un pensiero ricorrente durante la lettura di questo libro. Scorrevo le righe, le pagine e mi dicevo: “bello ma cinico”.
Bello, poiché Niven è senza dubbio un grande scrittore, dalla prosa fluida, ironico, capace evocare immagini originali.
Cinico, poiché sembrava si basasse sulla canonica triade di valori “soldi, successo, sesso” dai quali dovrebbe dipendere il mondo.

E invece… è riuscito a stupirmi con la narrazione di questa amicizia travagliata tra due compagni di scuola oramai più che quarantenni. Uno sul treno della vita alto borghese, l’altro sul pullman sgangherato dell’ex rock-star in declino.

Diversamente brillante rispetto a “A volte ritorno”, ma forse più profondo.
Se lo si sa cogliere per il verso giusto, è un libro che fa riflettere.

E mi piace chiudere con la stessa conclusione dei feedback più beceri su AirBnb: “consigliatissimo!” 🙂

Scheda libro su Anobii: http://www.anobii.com/books/Invidia_il_prossimo_tuo/9788806236526/01668791898a2fb3dd

E voi, lo avete letto? Cosa ne pensate?

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