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Scienza e social media – Part IV (the end)

Dopo aver visto in un post precedente alcuni dei motivi tecnologici successo dei social networks, vediamo ora quale sia la nuova ricchezza in questa era social, e quali siano le opportunità e i rischi per la scienza in questo scenario.

 

 4 La nuova ricchezza: i dati e lo stream

Nello scenario sin qui mostrato, la nuova ricchezza è costituita quindi da una parte dai dati e dal loro possesso, dall’altra dalla possibilità di condividerli e  di avere questo ‘flusso continuo’ (il cosiddetto ‘stream’) sempre aggiornato.
Il possesso di dati può essere in maniera abbastanza semplice correlato ad una ricchezza economica: le possibilità offerte dagli strumenti statistici e informatici di esplorare i dati  (data mining) permette infatti di trarre informazioni preziose utilizzabili strategicamente in ambito economico. Questa azione, tra l’altro, viene promossa a livello intercontinentale (Stati Uniti ed Europa) con azioni che tendono a diffondere le politiche di open data, ovvero politiche che favoriscono l’apertura a tutti di tutti i dati (si vedano i due esempi italiani, a livello nazionale e regionale).
Il flusso dei dati (lo stream) è altrettanto prezioso poichè attrae una grande quantità di utenti: è quello che succede su facebook quando si consulta la propria “bacheca” in cerca delle novità degli amici. Questo garantisce quindi una presenza costante di utenti, a cui è possibile veicolare messaggi pubblicitari e che possono inoltre essere in un certo modo ‘indirizzati’ a contenuti di interesse (pubblicità, siti compravendita online ecc).
In questo contesto prenderemo in esame gli aspetti più legati alla scienza.

4.1 Opportunità collaborative offerte alla scienza

Al giorno d’oggi infatti l’idea romantica di scienziato che solo nel suo laboratorio scopre e governa le leggi della materia e del cosmo è non solo obsoleta, ma inadeguata ad affrontare le sfide che la stessa scienza pone.

La scienza ha bisogno di team di scienziati che in maniera collaborativa lavorino insieme per raggiungere obiettivi. Questo è richiesto sia dall’incremento della mole di dati da annalizzare (impossibile per un singolo essere umano senza l’ausilio di un gruppo di ricerca coordinato e di mezzi tecnologici opportuni) sia dal carattere sempre più interdisciplinare che riveste la ricerca, la quale può trovarsi a trattare singoli temi da punti di vista diversi (si pensi solo al tema del DNA che riveste gli ambiti biologico, chimico, teorico, matematico, computazionale…).

Tali considerazioni sono vere in particolar modo per i campi della scienza (diversi dagli studi in laboratorio o teorici) che effettuano monitoraggio e che quindi sono intrinsecamente legati ad aspetti sociali, collaborativi e di condivisione dei dati, come nel caso della sismologia e delle reti sismiche.

Inoltre, per come si configura oggi la prassi della ricerca scientifica, sovente legata a progetti di ricerca nazionali od europei, risulta quasi ovvia non solo l’utilità ma anche la necessità di strumenti sociali e collaborativi, con le caratteristiche descritte precedentemente, che promuovano il dialogo e lo scambio di informazioni tra soggetti che lavorano sullo stesso progetto.

4.2 Rischi comunicativi

I social media, tuttavia, presentano ancora delle sfide, in particolar modo per quanto riguarda i rischi comunicativi che possono essere brevemente elencati:

  • Privacy. La privatezza delle informazioni, specialmente se si tratta di dati sensibili o scientifici, è fondamentale e non sempre adeguatamente curata. UN tipico esempio, allo stato attuale, è dato da tutti i siti a cui è possibile “accedere tramite facebook”. Chi acconsente a queta azione fornisce infatti libero accesso a tutti i propri dati da parte del sito a cui si è acceduti “tramite facebook”, e le informazioni su questa perdita di privacy non sempre sono adeguatamente illustrate.
  • Protezione tramite crittografia: insieme al miglioramento degli algoritmi di crittografia, c’è un aumento delle risorse per ‘craccare’ i dati protetti. Questa è una sfida in continua evoluzione. Fra pochi anni sarà possibile probabilmente scoprire password anche lunghe, e l’unica maniera per avere un accesso sicuro sarà fornire dati “più personali” non tutelando quindi adeguatamente la propria privacy.
  • Incomprensione tra soggetti: sebbene le tecnologie dei SN e, più in generale, collaborative, promuovano e semplifichino la comunicazione, ci sono ancora aspetti culturali, personali e storici che possono complicare il processo comunicativo e che non sono affatto da sottovalutare, come risulta evidente nell’ambito di grandi progetti scientifici europei e , ancor di più, nelle collaborazioni pan-europee. In questa prospettiva, la collaborazione portata avanti attraverso incontri personali, conferenze, riunioni risulta ancora il mezzo più efficace per ragionare assieme in maniera produttiva e creativa.
  • Il problema dello “SPAM”: un grosso problema da arginare è, inoltre, quello dei dati senza significato (il cosiddetto spam, nel gergo informatico utilizzato soprattuto in relazione alla posta elettronica indesiderata).
    Per questo motivo i metadati collegati al dato, che sono uno degli elementi fondamentali del web semantico, rivestono ora come mai una fondamentale importanza, poichè permettono di dare un significato ai dati e quindi rendono una macchina in grado di selezionare in maniera semplice 8e rapida) i dati di interesse da quelli ‘spazzatura’.

 Conclusioni

In conclusione, la scienza nell’era dei social media può trarre grande vantaggio da tutti gli aspetti collaborativi che i social network mettono a disposizione.

Essa potrà esprimere al meglio le potenzialità di progresso di cui da sempre è stata foriera se saprà emendarsi dai timori collegati ai rischi dei social networks e sfruttarne al massimo le potenzialità collaborative e di aggregazione sociale che tali reti presentano.

**************

Bene, questo breve excursus su scienza e social media è finito.
Come al solito, ogni tipo di feedback è gradito tramite i commenti qui sotto.

A presto!

 

 

 

HEADER IMAGE Photo by jesse orrico on Unsplash

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Scienza e social media – Part III

Dopo aver visto in un post precedente cosa siano i social network ed alcuni dei motivi sociali del loro successo, vediamo ora alcuni delle ragioni tecnologiche della loro immensa diffusione.

 

 3 Motivi tecnologici del successo dei Social Networks

I bisogni descritti sopra hanno potuto, tuttavia, trovare soddisfazione almeno parziale anche e soprattutto grazie all’evoluzione tecnologica senza precedenti nella storia dell’umanità, che ha reso possibile la diffusione dei SN per mezzo di:

  • Interfacce grafiche accattivanti e di facile utilizzo. Tale tema è vastissimo, mi limito ad alcuni accenni, come ad esempio l’esplosione del web 2.0. Esso è, in sintesi, un insieme di interfacce e di meccanismi che rendono l’esperienza di navigazione estremamente interattiva e personalizzata. Ciò è possibile con l’uso intensivo di insiemi di tecnologie e di standards come HTML5CSS3javascript. Esse integrano, oltre ad espetti esteticamente gradevoli, anche l’uso della georeferenziazione al fine di erogare i contenuti più adatti all’utente, assemblandoli con contenuti anche esterni e di terze parti di possibile interesse per l’utente.
    Tali nuove tecnologie comprendono protocolli asincroni che riducono i tempi di attesa apparente dell’utente, fornendo un elemento web alla volta e non obbligando l’utente ad aspettare il caricamento completo dei contenuti prima di visualizzare qualcosa; essi inoltre danno la sensazione singolare di “partecipare ad una esperienza” più che di “consultare dei contenuti”.
    Le interfacce grafiche, che ora includono messivamente animazioni, transizioni, modifiche dinamiche dell’aspetto dei contenuti (cf ad esempio le nuove specifiche per i fogli di stile CSS3) aumentano tale aspetto esperienziale.
  • Supporto per grandi moli di dati. Volendo schematizzare con una pseudo equazione, potremmo scrivere molti utenti=molti dati. Il paradigma secondo cui i dati dovevano essere accentrati su una sola macchina si sta rivelando insufficiente per le applicazoini relative ai SN che hanno avuto una incredibile espansione anche grazie a basi di dati distribuite che consentissero un elevato thorughput di transazioni e la possibilità di replicazione, anche a scapito della consistenza in tempo reale che non si è rivelata fondamentale per molte applicazioni dei SN.
    Tali basi di dati sono spesso basate su paradigmi non relazionali, o no SQL, come ad esempio couchDBmongoDBCassadra etc3
  • Incremento della banda. Un altro elemento che ha promosso la diffusione dei SN è l’aumento della banda di comunicazione, che permette il trasferimento di una mole sempre maggiore di dati e di un grande numero di transazioni al secondo, e quindi – osservandone l’aspetto concreto e quotidiano – consente agli utenti di stare collegati senza interruzione e di condividere la loro vita sui SN tramite foto, messaggi, notifiche di spostamento ecc.

 

Fra qualche giorno analizzeremo quale sia la nuova ricchezza nel mondo dei social e quali siano le opportunità che ssa fornisce alla scienza… stay tuned.

E per qualsiasi domanda, lascia un commento qui sotto.

 

 

CITAZIONI

3 per la consistenza e i database non relazionali si veda “CAP theorem” su wikipedia o su “couchDB, the definitive Guide”

 

 

HEADER IMAGE Photo by Samuel Zeller on Unsplash

 

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Scienza e social media – Part II

Dopo aver introdotto l’argomento in un post precedente, passiamo al cuore del tema: cosa sono i social network ed i motivi sociali del loro successo.

 

  1. Cos’è un social network

Un social network (SN da ora in poi), o rete sociale, è una piattaforma informatica generalmente accessibile tramite world wide web (www) che permette ad utenti e gruppi di utenti di interagire condividendo informazioni e dati. Tali reti sono normalmente tematiche (ad esempio dedicate alla musica, o alle scienze, o all’amcizia etc) anche se allo stato dell’arte le più diffuse, come facebook, tendono ad integrare utenti ed interessi diversi.

In un SN si possono condividere informazioni personali, sulla propria vita passata, sui propri interessi, sulle attività che si stanno svolgendo, generalmente in tempo reale. Un SN permette anche la condivisone di materiale multimediale (foto, video ecc).

Alcuni SN permettono inoltre all’utente di condividere in maniera collaborativa dei file di tipo office (documenti, presentazioni, fogli di calcolo ecc) tramite servizi affiliati; si veda ad esempio google drive, accessibile facilmente se si ha un account google che dà accesso al SN Google Plus.

  1. Motivi sociali del successo dei Social networks

Pur senza essere un sociologo, mi è possibile mettere in luce un sotto-insieme delle dinamiche puramente umane che contribuiscono alla diffusione inarrestabile dei SN:

  • Bisogno di socialità dell’essere umano, a cui i SN offrono un succedaneo, rispetto alle relazioni reali, che tuttavia pare coinvolgere e soddisfare molte persone
  • possibilità di comunicare e scambiare informazioni e dati in maniera immediata e semplice (cf. prossimo post)
  • possibilità di essere visibili, farsi conoscere dal mondo
  • estrema “democraticità” dei SN, per cui la visibilità di un singolo utente non viene decisa da organismi superiori ma democraticamente costruita dalla “mandria elettronica”[1]
  • bisogno di conoscenza, una delle necessità psichiche dell’essere umano, che può presentarsi in maniera polimorfa: necessità di conoscenza scientifica, necessità di conoscenza di notizie, curiosità per il sapere[2]
  • per ultimo aggiungo un aspetto socio-economico: l’accesso di molti utenti ad un unico portale può costituire motivo di ricchezza e di profitto, perciò viene promosso, facilitato ed incentivato dall’industria pubblicitaria e da altri soggetti economici come vedremo meglio nel prossimo post

Fra qualche giorno analizzeremo alcuni dei motivi tecnologici del loro successo… stay tuned.

E per qualsiasi domanda, lascia un commento qui sotto.

 

CITAZIONI

[1] Per la definizione di “mandria elettronica” si veda l’interessante saggio di TLFriedman “Le radici del futuro. La sfida fra la Lexus e l’ulivo: che cos’è la globalizzazione e quanto conta la tradizione

[2] Sui bisogni psichici dell’essere umano si vedano le teorie di Maslow o anche testi più recenti come “Amori difficili” di T.Cantelmi e R.Barchiesi

 

HEADER IMAGE Photo by Sabri Tuzcu on Unsplash

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Scienza e social media – Part I

Sono passati poco più di dieci anni da quando uno studente della Harvard University ha gettato le basi per quello che – allo stato dell’arte – è il network che quasi automaticamente viene associato all’espressione “social network”: Facebook.

M.Zuckerberg – questo è il nome dell’oramai ex-studente, novello milionario – ha saputo farsi portavoce e interprete dell’aspetto sociale della rete, che ha favorito in un tempo relativamente ridotto, se paragonato alle centinaia di migliaia di anni che ci sono voluti all’uomo per introdurre ad esempio l’uso del ferro, una diffusione enorme e capillare dell’utilizzo dei computer e, più nello specifico, del  web.

Facebook tuttavia può essere considerato solo un caso d’uso del concetto più esteso di social media, che ha assunto le forme più diverse a seconda dell’ambito di interesse degli utenti: si passa quindi da network integrati simili a Facebook come Google plus, a network di utenti esperti che collaborano a costruire conoscenza (es. wikipedia e tutti i suoi wiki-derivati) o a rispondere a domande di meno esperti (es. la comunità di stackexchange), oppure – ancora – a network dedicati ai messaggi brevi (twitter) e network rivolti alla scienza in modo più specifico.

Tra questi ultimi possiamo citare:

– Mendeley.com, una comunità che permette di condividere e catalogare le proprie pubblicazioni scientifiche, anche tramite l’utilizzo di software di catalogazione gratuito e scaricabile

– Researchgate e Academia, due social network che in maniera simile a Facebook permettono di condividere il proprio stato, aggiungere informazioni personali, in particolare quelle relative alla propria carriera scientifica, ed il curriculum.

Tratterò le opportunità collaborative offerte dai social media, approfondendo nei prossimi post i seguenti punti:

1) cosa sia un social network

2) motivi sociali del successo dei social networks (d’ora in poi SN)

3) motivi tecnologici del loro successo

4) la nuova ricchezza introdotta dai Social Network: i dati e lo stream

 

Fra pochi giorni cominceremo con i primi due paragrafi: cosa sono i social network e motivi sociali del loro successo…. stay tuned.

E per qualsiasi domanda, lascia un commento qui sotto.

 

 

 

HEADER IMAGE Photo by NASA on Unsplash

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