Blog

Currently showing blog posts in May 2014. For all blog posts, please click here.

GarageBand: brani professionali in 20 minuti

La verità è che il vero titolo di questo post dovrebbe essere:

GarageBand: la morte della musica…

Però, sai, uno non vuole essere pessimista, vuole vedere positivo… e allora eccoci qui. A scoprire come un ammasso non casuale di bit interpretati da una macchina (quelli che compongono il codice del programma GarageBand) possa rivoluzionare la maniera di fare musica.

GarageBand, per chi non lo sapesse, è un programma dato di default col mac (non Donald’s. Il computer, dico), che permette di effettuare registrazioni multitraccia. Vale a dire registrare strumenti diversi uno alla volta e poi di risentirli assieme.
Insomma simulare una band, se così si può dire.

HT2510_2--002-enNon è professionale, ma fa il suo sporco lavoro. Ha tutto quello che serve per registrare, qualche simpatico effetto (distorsioni, riverberi, ecc…).
Ma va bene, non sono qui per descrivere GarageBand. Trovate tante informazioni sul nuovo santo del nostro tempo, Google ( 🙂 ), oppure potete accontentarvi di quanto dice la Apple:

GarageBand trasforma il tuo iPad, iPhone o iPod touch in una raccolta di strumenti Touch e in uno studio di registrazione completo, così puoi fare musica dove vuoi.

Ci sono inoltre innumerevoli tutorial, anche con video esplicativi (questo mi pare carino)

Tuttavia qui il punto è un altro.

Il punto è la simpatica canzoncina che trovate allegata a questo post. Un motivetto funky  composto una di queste sere, in un momento di relax in cui mi sono detto “ma vediamo cosa può fare questo GarageBand”….

E quindi mi metto a smanettare, scopro che insieme al programma vengono forniti vari loop (pezzettini di brani suonati da un singolo strumento che possono essere suonati in maniera ripetitiva, in “loop”, come ad esempio un giro di accordi o una ritmica con la batteria). Per essere suoni “regalati” di default con il programma non sono per niente male, e quindi prova questo, prova quell’altro, incolla qui, incolla là, eccoti che esce fuori un brano.

Bello, no?

E invece no! La situazione è gravissima!

Ok, ok, sto per fare un po’ di polemica, ma fondata.

Il fatto che per fare un pezzo carino ed orecchiabile bastino un computer, un sequencer tipo garageband e – questo sì mi lascia basito – 20 minuti può essere una buona notizia oppure drammatica.
Alcuni interrogativi mi portano a pensare che si rischia sempre di più di produrre “prodotti” musicali, o peggio, “spazzatura” musicale.

Infatti dov’è l’ispirazione?
Dov’è l’idea musicale, la scelta delle varie possibilità armoniche, la fatica nel capire come organizzare le varie parti del brano?

Non spariscono, ma vengono sostituite da meccanismi di prova / errore in cui si aggiunge materiale musicale al brano, si vede se ci sta bene, poi si cancella e così via. Prove, cancellazioni, aggiunta di tracce, applicazione di effetti…

La musica elettronica fatta bene è tutto un altro discorso, ovviamente.
Ma quattro click per fare un brano che potrebbe essere usato tranquillamente per un videogioco mangiacervello mi esaltano e mi preoccupano allo stesso tempo.

Ancora alcune domande rimangono senza risposta:

  • musicalmente parlando, qui si progredisce o si torna indietro?
  • i brani composti con i loop sono musica o fuffa?
  • siamo ad una rivoluzione musicale o ad una involuzione musicale?
  • e soprattutto…. GarageBand devo cancellarlo dal computer?

Oggi mi fermo alle domande.

Le risposte le lascio a voi… e ad un prossimo post (maybe… tanto per rimanere ad un certo non-livello musicale).

 

 

 


Read More

Mal di schiena o necrolisi?

Autore Lothlorien1994 da https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:LillGubr.jpg

E’ solo una delle domande che mi sono fatto in queste ultime 40h.
Costretto a casa da un mal di schiena allucinante che mi obbliga a stare seduto come Lilli Gruber (in pizzo sulla sedia, schiena dritta, labbra grosse… no quelle no :)) o ancor meglio a stare completamente steso, ho deciso di prendermi un antinfiammatorio.
Ovviamente sotto indicazione della mia fisioterapista di fiducia, di cui non dirò il nome per motivi di privacy. Dico solo che è bravissima! 🙂

Insomma, questo farmaco consigliatomi dal farmacista è un potente antinfiammatorio. Roba normale, che ti indicano in farmacia.
Prima di prenderlo leggo il foglietto illustrativo.
Grave errore.
Scopro tante cose.
Tutte brutte.

Ad esempio che “possono comparire, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali”.

Ma se mi salvo dalla diarrea e dall’ulcera perforante (cosa improbabile) ho un’altra chance: “Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di StevensJohnson e necrolisi tossica epidermica […]”.

A parte che Johnson è per me quello degli shampii, l’interrogativo più ansiogeno è: ma che diavolo è una necrolisi tossica epidermica?
Mi muore la pelle?
Mi vengono le squame? Divento un “visitor”? Mi crescono le branchie?

Ma no, devo stare tranquillo.
Il mio corpo uscirà fuori da questa terapia intatto. La schiena non mi farà più male.
“Non ti preoccupare Daniele” mi dico parlando con me stesso come i matti, per tranquillizarmi, “vedrai che tutto andrà, bene…” e mentre dialogo con la mia coscienza l’occhio mi corre sugli effetti collaterali psichiatrici.
Niente di che.
Niente che non possa affrontare: disorientamento (ce l’ho), depressione (ogni tanto ce l’ho), insonnia (raramente), incubi (raramente), irritabilità (dipende da chi ho vicino), reazioni psicotiche (mi manca).
Già, le reazioni psicotiche me le ero dimenticate.

Buono a sapersi: se – finalmente libero dal mal di schiena – mi ritroverò nudo sul balcone a parlare con la fata turchina mentre capitan uncino mi offre un bicchiere di coca cola con la mano buona, posso dare una motivazione a tutto ciò.
Le vertigini che provo? Tutto ok, un altro effetto indesiderato.
Palpitazioni, dolori toracici, infarto miocardico? Tutto sotto controllo, fa parte delle possibili (rare) patologie cardiache.

Ecco, non continuo oltre (e sì che ne avrei… a pag 13 vengono elencate nausea, vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale, flatulenza, anoressia) mi chiedo solamente cosa cavolo contengano questi farmaci.

Mi chiedo se – dovendo scegliere tra vivere senza mal di schiena e camminare normalmente o vedere i folletti che mi attraversano la strada – cosa dovrei preferire.

Me lo chiedo, me lo richiedo….

Nessuno risponde.
Anzi no, scusate, c’è giusto Capitan Uncino che mi sta dicendo qualcosa.
Sorry ma devo staccare…

 

 

HEADER IMAGE BY typographyimages on PIXABAY  Creative Commons CC0


Read More

La bibliotecaria anarco-post-punk / spennellare personaggi #3

Liberamente ispirato dalla storia di un essere umano realmente esistente. (Be patient, Alice, se ti ho saccheggiato la vita)

Entro nella biblioteca.
Quella pubblica.
La porta cigola poichè l’ultimo demente che non si è pulito le scarpe sull’apposito zerbino ”Benvenuti”, si è invece evidentemente peritato di depositare i sassolini incastrati nella suola esattamente sotto la battuta della porta.
Fantastico! Benissimo!
Adesso oltre al cigolio posso ascoltare un raschio strascinato di millimetrici lito-detriti in attrito sul marmo del pavimento. Melodiosi suoni che si posizionano nella zona d’ombra tra La Traviata e il raspar di unghie sulla lavagna.


Read More

Kicktraveler: l’Indiegogo dei viaggi

Kicktraveler è una nuova piattaforma dove i viaggi incontrano il sistema di crowdfunding.
L’idea è del tutto innovativa e nasce da Maurizio Martinoli, un ingegnere romano da sempre attivo nel mondo delle startup.

Il principio di funzionamento è molto semplice: organizzare un viaggio insieme ad altre persone sfruttando la potenza del crowdfunding.

Come funziona?

e si ha in mente un itinerario di viaggio che si vuol fare con altre persone è possibile collegarsi su www.kicktraveler.com e inserire tutti i dettagli della vacanza.
Parte importante delle informazioni è il costo stimato e il numero minimo di partecipanti che si vuole invitare (può essere anche un solo partecipante).
[continua a leggere sulla fucinadiidee]

crowdfundinglafucinadiideeviaggi


Read More

Iscriviti

Ricevi i post nella tua email

Il tuo indirizzo: