Blog

Currently showing blog posts in April 2014. For all blog posts, please click here.

EPISODE 0

Clic.. clac…clac.. cloc.

Silenzio.

Clic clic.. clac. Clic clic…

$(self.el).append(this.messages.login);

 

“Mhmmmm… aspetta però. Ridefiniamo un attimo la proprietà login.. “


var this.messages={
“login”:”Welcome to your new social life”,
“logout”:”See you in while.”
}

nerdposto di lavoroprove letterariespennellare personaggiworkplace


Read More

Pennac: la lunga notte del dottor Galvan.E la mia, anche.

Il mago della medicina interna, ecco cosa volevo diventare. Lei mi dirà che era un’ambizione più che onorevole… No? Sì? Eh?”
“Be’, si sbaglia. In realtà, io sognavo una cosa sola… Quasi non oso dirgliela, tanto è… Da non crederci! Sognavo il mio futuro biglietto da visitai”

E’ uno di quei libri che ti frega. Ingenuamente ti chiedi “cosa mi leggo stasera?”, e allora ravani tra i testi non letti in pila sullo scaffale, vedi questo qui, piccolo, breve, la tipica lettura serale per prendere sonno – semmai ce ne fosse bisogno.
E invece ti ritrovi incollato alle pagine, ad ammirare le performance di giocoleria verbale di Pennac, che ti spara una storia assurda raccontata con arte.

daniel pennacfichissimola lunga notte del dottor galvanrecensioni


Read More

Primo sito italiano del crowdfunding del libro

BOOKaBOOK è la piattaforma italiana di crowfunding del libro e una community indipendente di lettori e autori

Ecco un sito veramente interessante. Il crowdfunding sbarca nel mondo dell’editoria, per permettere a scrittori ed autori di autofinanziarsi il libro.

(articolo da retroonline.it del 5 Aprile 2014 di Matteo Rinaldi)

cropped-logodefinitivoE’ arrivato: bookabook, il primo sito di crowfunding per l’editoria.
In parole povere: editoria dal basso, con i lettori che finanziano gli autori se l’opera piace.
Un modo che sembra fatto apposta per aggirare gli editori. Magari quelli che strombazzano titoli e copertine degne di un trailer cinematografico, ma che poi non fanno neppure mezzo editing. O che, peggio che mai, chiedono soldi per far pubblicare un libro, diventando semplici stampatori. Nascondendosi dietro al dito dei “costi imprenditoriali”. Come se nessun altro li avesse.
[..continua a leggere…]

L’articolo riportato è molto interessante, nuovi orizzonti si aprono per l’editoria… e tuttavia pare leggittimo chiedersi: funzionerà? Cosa può spingere un potenziale lettore ad investire in un libro che ancora deve uscire?
O ancora: quali sono i mezzi appropriati per utilizzare queste piattaforme come una sorta di auto-promozione?

Tutti quesiti da sviscerare se si intende seriamente far conoscere le proprie opere.

 

 

HEADER PHOTO by Blair Fraser on Unsplash

crowdfundinglafucinadiidee


Read More

Come diventare un hacker

“Come posso imparare ad essere un mago degli hacker?”. Cosa abbastanza strana, non sembra che esista nessuna FAQ o documento web che tratti questa questione vitale, cosi ecco qui la mia guida

Questo documento è la traduzione italiana a cura di Daniele Bailo del testo How to became a Hacker scritto da Eric S. Raymond <esr@snark.thyrsus.com> in data 1998/3/02 23:23:03 $

Un ringraziamento particolare ad autistici.org che hanno mantenuto e diffuso questo file su internet, su un canale più accessibile del mio vecchio sito (Daniele Bailo World), un esperimento di gioventù 🙂

 

How to became a Hacker. Perchè questo documento?

Come editore dello Jargon File, spesso ricevo richieste da entusiasti principianti della rete che chiedono (effettivamente) “come posso imparare ad essere un mago degli hacker?”. Cosa abbastanza strana, non sembra che esista nessuna FAQ o documento web che tratti questa questione vitale, cosi ecco qui la mia guida.

Se stai leggendo uno stralcio di questo documento off-line, puoi trovare la versione originale in inglese a http://catb.org/~esr/faqs/hacker-howto.html.

(HEADER IMAGE Photo by Ilya Pavlov on Unsplash)

cyberfilosofiacyberphilosofyeric raymondhackinghowto


Read More

Provaci ancora, Pink

Ci sono canzoni pop, di quelle che l’ascoltatore aristocratico annidato tra le pieghe di un ex frikkettone borghese che è in me sarebbe naturalmente portato a giudicare come paccottiglia musicale, che invece sono in grado di toccare qualche corda più profonda.

Una di queste è “Try” di Pink, una tipica star prodotta dal mercato americano che però, leggendo la pagina su wikipedia e cercando su youtube i suoi migliori singoli, si scopre che ha cantato e interpretato varie canzoni orecchiabili, usate anche in vari film. E tutto sommato ha anche una sua storia originale, un po’ particolare, di ragazza fatta da sola che ne ha provate tante prima di avere sucesso… ma non è questo il motivo per cui “Try” è una canzone da considerare.
Ci sono altre ragioni: i toni un po’ melodrammatici di Try, qui postata con la traduzione italiana, ne fanno una canzone che evoca una certa energia interiore. Un invito a non scoraggiarsi.

A riprovare dopo le cadute: nel vortice della passione, dei casini vari della vita, degli errori e delle cadute, Pink ha il coraggio di urlare “you gotta get up and try, try, try!“.

Credo sia un messaggio fondamentale, una tensione esistenziale capace di sostenere le nostre vite. Potrei arrischiarmi e andare oltre, affermando che ci sono dei punti in comune – addirittura – con la Buona Notizia cristiana… ma è un pensiero che per ora vale solo la pena di accennare. Ma c’è da rifletterci.

Indimenticabile il momento – lo ricordo ancora – in cui il pezzo mi è entrato nel cervello: ero in un aeroporto, per uno dei soliti viaggi, di ritorno da Bergen. Sento questo pezzo, una musica da un televisiore in un bar. “You gotta get up and try, try, try..”.
Qualcosa si smuove in me. Quasi mi verrebbe da commuovermi.
Mi volto alla ricerca della sorgente di questo suono… vedo il monitor in cui è proiettato il video. Immagini selvagge, un deserto, una danza e una lotta di corpi… un ritorno ad un livello primordiale, agli istiniti che proprio nella difficoltà escono fuori e spingono a rialzarsi e a non mollare.
L’animale che è in noi. La parte della bestia primitiva che abbiamo ereditato dai nostri avi, e che dobbiamo fare la sana fatica di concilare – ogni giorno – con le altre nostre dimensioni: intellettuale, spirituale, il desiderio.

E mi domando: ma quanto lo lasciamo davvero vivere questo animale?
Pink, sei forse venuta a ricordarci che esiste anche lui?

Buon ascolto.

Posto di seguito anche il video con una traduzione in italiano:

HEADER IMAGE BY Di Schulu24 (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 o GFDL], attraverso Wikimedia Commons

get upistintomusicamusica-videopinkriprovarcisperanza


Read More

Iscriviti

Ricevi i post nella tua email

Il tuo indirizzo: