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Ansia: un problema vecchio di 400 anni…

Nelle mie varie letture mi sono imbattuto nel testo che riporto qui sotto.
Leggendo solo il titolo, ci si potrebbe chiedere: “Ma chi l’ha scritto?” … “Umberto Galiberti, Jung, qualche altro psicologo?”.
No. Risposta errata.
L’ha scritto un tizio vecchio di 400 anni. Cioè, capiamoci bene, ora non c’è più. Quindi, corregendomi, dico “se fosse ancora vivo avrebbe circa 450 anni”. 

E mi stupisce con quanto acume riesca a toccare i punti nodali dell’ansia, suggerendo approcci concreti ad alcune situazioni.
Certo, è uno scritto che potrebbe suscitare reazioni allergiche a chi ha qualche pregiudizio nei confronti dei credenti, della fede, e delle cose che puzzano di chiesa. Ma leggendolo con mente libera forsa ha qualcosa da rivelare a tutti… Ma del resto non voglio commentarlo troppo. Si spiega benissimo da solo.

Ancora più interessante è notare che noi, con le nostre ansie e agitazioni… non ci siamo inventati niente. Si, certo, il traffico, gli orari,  le città in cui diventiamo pazzi… tutto vero. Eppure non sembra che nel passato si stesse più sereni.
Ancor meglio, direi che NON E’ VERO CHE “Si stava meglio quando si stava peggio“.
Queste boiate le lascio al boia.

ansiafedefiltoeariflessionis.francesco di sales


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Herbie: camaleonti e pasta per la pizza.

Chameleon, e cioè Camaleonte. Un essere trasformoso, trasformista, cambievole, polimorfo, anzi no: poilicromo e basta. Perchè la forma resta sempre quella, un ex-dinosauro che si è riciclato ad animale del XXI secolo (o del terzo millennio? mah…vedremo quanto dura ancora…).

Head_Hunters_Album (1)Ecco, Chamelon di Herbie Hancock  è esattamente così: trasformisticamente camaleontico. E anche molto exfalsoquodlibettiano (se vuoi sapere chi sono gli Exfalsoquodlibet vai al loro sito. Loro però sono dei fan dell’ornitorinco).
In sostanza si tratta di un singolo riff su cui tutto il pezzo si poggia. Un synth-riff, per la precisione, che si interrompe solo per un paio di minuti sui quindici totali del brano.
Eppure riesce a non essere mai noioso, anzi stimola la curiosità, ci si chiede “ed ora dove stanno andando i musicisti?”…oppure: “dove arriveranno?”.
Un singolo riff, un giro di bass-synth. Di quelli semplici che rimangono in testa, che lo si fischietta al bagno mentre ci si lavano le mani (non i denti se si vuole evitare la produzione di sputazzi sullo specchio).

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